Le azioni Banca Mediolanum sono state coinvolte nel crollo che ha interessato tutte le reti di consulenza quotate nella seduta di ieri. La colpa è di Hazel, l’app della startup Altruist che elabora istantaneamente e in autonoma dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto e documenti legali. Un’innovazione che potrebbe portare alla disintermediazione di questi servizi.
La caduta delle azioni Banca Mediolanum è arrivata a qualche giorno distanza dalla pubblicazione dei dati preliminari per l’esercizio 2025 appena concluso. L’utile netto si è attestato a 1,24 miliardi di euro, in aumento dell’11% rispetto agli 1,12 miliardi contabilizzati l’anno precedente. In leggera crescita il margine di interesse, che è salito da 811,15 milioni di euro a 812,12 milioni di euro, nonostante la riduzione dei tassi di interesse, mentre le commissioni attive sono aumentate a 2,29 miliardi di euro, grazie all’andamento positivo dei mercati e del significativo contributo della raccolta netta gestita.
A fine 2025 le masse amministrate ammontavano a 155,8 miliardi di euro, con una raccolta netta totale positiva per 11,64 miliardi di euro (+11%). Sul lato impieghi, i finanziamenti sono stati pari a 18,98 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto al 31 dicembre 2024. Alla stessa data l’incidenza dei crediti deteriorati era dello 0,77%, permettendo all’azienda di evidenziare un CET 1 Ratio del 23% con un Cost/Income Ratio risultato del 38%.
Il Consiglio di amministrazione di Banca Mediolanum ha proposto la distribuzione di un dividendo 2026 per un ammontare di 1,25 euro per azione, comprensivo dell’acconto di 0,6 euro già erogato lo scorso novembre.
Azioni Banca Mediolanum, le quotazioni si appoggiano sul supporto in area 18 euro
Quotate nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana, le azioni Banca Mediolanum potrebbero essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-9,41%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 17,78, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 17,80.
In seguito al minimo relativo segnato lo scorso 17 ottobre sul livello 16,06, i titoli Banca Mediolanum hanno sensibilmente modificato la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista, anche allontanandosi parecchio dalla trendline ascendente che lo aveva sostenuto, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 20,68 (massimo storico del 3 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno iniziato una fase di storno che proprio ieri ha subito una vistosa accelerazione negativa (dovuta alle problematiche consulenza/intelligenza artificiale), permettendo al mercato di realizzare un preciso ritracciamento di Fibonacci del 50%, appoggiandosi al supporto posto in area 18 euro. Per l’immediato futuro, però, è lecito attendersi un veloce rimbalzo, almeno di corto respiro, che permetta alle quotazioni di raggiungere presto la prima resistenza individuabile sul livello 18,90.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 18 con target nell’intorno dei 18,90 euro, mentre le posizioni ribassiste appaiono al momento poco profittevoli. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da ieri. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 29.

L’andamento di breve termine delle azioni BANCA MEDIOLANUM









