Azioni Banca Mps, cosa fare dopo l’aumento dell’offerta per Mediobanca

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Sulla Borsa italiana è una giornata all’insegna delle decise vendite per le azioni Banca Mps, nel giorno in cui l’istituto senese, come da attese, ha alzato l’offerta per Mediobanca. Dopo aver lanciato nello scorso mese di gennaio un’ops sull’istituto di Piazzetta Cuccia a 2,533 azioni Mps per ogni azione Mediobanca, la banca guidata da Luigi Lovaglio ha deciso un aumento in contanti di 0,9 euro ad azione.

A questo punto il corrispettivo unitario sale a 16,334 euro per azione di Piazzetta Cuccia, che equivale a un premio del 11,4%rispetto ai prezzi di mercato. Il controvalore complessivo dell’offerta è pari a 13,5 miliardi di euro, di cui 12,8 miliardi di euro in azioni e la rimanente parte in denaro.

Il ritocco all’insù, che costerà al Monte quasi 750 milioni di euro, non solo conferma il valore industriale dell’operazione, ma ha come obiettivo quello di aumentare la soglia di adesione. A questo riguardo la banca ha comunicato la rinuncia alla condizione della soglia del 66,67%, a cui era subordinata l’efficacia dell’offerta per Mediobanca. Viene invece confermata la soglia minima irrinunciabile del 35%, oramai a portata di mano dopo l’apporto di Delfin e Caltagirone che hanno fatto salire le adesioni al 28,1%. 

Confermando che l’offerta si concluderà il prossimo 8 settembre, Banca Mps ha confermato di mantenere al completamento dell’operazione una solida base di capitale, con un Cet1 ratio al 16%. Inoltre verrà mantenuta una politica di dividendi sostenibile nel tempo, con un pay-out ratio fino al 100% dell’utile, supportata sia dall’elevata profittabilità ma anche da sinergie a regime stimate in 700 milioni di euro annui prima delle imposte.

 

Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono gli impatti sulle azioni Banca Mps nel breve periodo. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna delle decise vendite, con un ribasso superiore al 2,5% sotto i 7,7 euro. Il movimento odierno, che viola al ribasso l’indicatore daily del Supertrend situato nei pressi dei 7,85 euro, va a indebolire il quadro grafico di breve termine.

Dal punto di vista operativo il mancato recupero dei livelli appena citati, dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 7,5 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile a 50 giorni. Nel caso in cui anche tali supporti non dovessero riuscire ad arrestare la fase correttiva in atto, aprirebbero la strada per ulteriori discesa prima in direzione dei 7,30-7,25 euro e successivamente verso la soglia dei 7 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo.

Al contrario il ritorno delle quotazioni sopra i 7,85 euro, dovrebbero porre le basi per una ripresa del trend primario al rialzo. In questo caso il primo obiettivo sarebbe posto sugli 8 euro e a seguire gli 8,15 euro. Il superamento di tali aree farebbe proseguire il recupero verso gli 8,25-8,30 euro e in seguito in direzione dei massimi di periodo in area 8,5 euro-8,55 euro. Nel caso in cui le azioni riuscissero a lasciarsi alle spalle queste resistenze, si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica, con prossimi target i 9 euro, che rappresentano i top degli ultimi 3 anni. 

 

 

DISCLAIMER

Le analisi in oggetto non sono state sponsorizzate dall’emittente o dall’intermediario menzionato. Le informazioni contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. BORSAEFINANZA SRL non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subite a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti nelle analisi di borsaefinanza.it. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sui siti degli emittenti ed ottenere una consulenza professionale. Qui è possibile trovare le informazioni sul produttore dell’analisi.

Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari