Il 15 aprile 2026 resterà negli annali di Rocca Salimbeni come una data di svolta. L’Assemblea straordinaria degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena ha scritto un epilogo che in pochi avevano previsto fino alla vigilia: Luigi Lovaglio è stato riconfermato alla guida dell’istituto senese, il più antico del mondo, con un margine che ha sorpreso persino i più ottimisti tra i suoi sostenitori. Chi segue i mercati finanziari e detiene azioni Banca Mps in portafoglio sa già come si è comportato il titolo nelle ore successive: una risposta inequivocabile da parte di Borsa e investitori.
Azioni Banca Mps: lo scontro di potere e il voto che ha deciso tutto
La partita era aperta da settimane e riguardava molto più di un semplice avvicendamento al vertice. Lovaglio era stato estromesso dal Consiglio di amministrazione uscente dopo aver presentato un piano industriale che prevedeva l’integrazione di Mediobanca in Mps, con conseguente ritiro del titolo della merchant bank dalla quotazione di Borsa. Una visione ambiziosa, costruita sull’acquisizione da 16 miliardi di euro già completata, ma che aveva incrinato l’asse con Francesco Gaetano Caltagirone – secondo azionista con il 13,5% del capitale – contrario al delisting di Mediobanca. Il Cda uscente aveva risposto candidando Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, come alternativa alla guida della banca.
Il ribaltamento è arrivato con il voto. La lista PLT Holding – quella che sosteneva Cesare Bisoni alla presidenza e Lovaglio come Amministratore delegato – ha raccolto quasi il 50% dei suffragi, conquistando otto seggi nel nuovo board contro i sei della lista avversaria. Il colpo di scena ha un nome preciso: Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, primo azionista con il 17,5% del capitale. Fino alla mattina dell’assemblea, la sua posizione era avvolta nell’incertezza. Poi la scelta: sostegno a PLT, non al Cda uscente. Un segnale potente, che ha trascinato con sé anche Banco Bpm (3,7%), BlackRock e Norges Bank. Caltagirone e i suoi alleati – circa un quarto del capitale complessivo – hanno combattuto fino in fondo, ma non è bastato.
Il piano industriale e le implicazioni per il titolo in Borsa
Lovaglio non ha perso tempo in celebrazioni. A pochi minuti dalla conferma ha già fissato la rotta: “bisogna recuperare un po’ di tempo perso sul piano, con velocità e determinazione”. Il progetto che intende rilanciare ruota attorno all’integrazione di Mediobanca in Mps e al suo successivo delisting, esattamente il punto che aveva scatenato lo scontro con Caltagirone. Con questa operazione, Mps è diventata il principale azionista di Generali, detenendone il 13% — un asset strategico di primo piano nel panorama degli investimenti italiani, che però Lovaglio sembra intenzionato a tenere in secondo piano almeno nel breve termine: “Generali è nice to have”, ha dichiarato, riservando la priorità all’esecuzione del piano industriale.
Rimangono però alcune variabili aperte che gli investitori esperti farebbero bene a non sottovalutare. La Bce ha già manifestato preoccupazione per la confusione del processo di rinnovo del vertice: la Banca Centrale Europea mantiene il potere di alzare i requisiti patrimoniali in caso di debolezze di governance, e osserverà con attenzione la normalizzazione istituzionale. Sul fronte legale, la Procura di Milano indaga su un presunto concerto tra Delfin, Caltagirone e Lovaglio in relazione all’acquisizione di quote Mps durante la cessione della terza tranche del Mef: un dossier che potrebbe alimentare volatilità sul titolo. E il nuovo Consiglio, che include esponenti di entrambe le liste rivali, potrebbe rivelarsi – come ha già avvertito l’analista Jerome Legras di Axiom – “burrascoso”.
Sul fronte delle azioni Banca Mps, il mercato ha risposto positivamente alla riconferma. I grafici mostrano come il titolo si sia riportato sopra la trendline tracciata dai minimi di ottobre 2023 e ottobre 2024, un livello tecnico rilevante che ora funge da supporto dinamico. Dopo i guadagni recenti – evidenziati da un indice di forza relativa in zona di ipercomprato – è plausibile attendersi una fase di consolidamento prima di eventuali ulteriori rialzi. Dal punto di vista del trading, l’area 9,05 euro rappresenta una potenziale zona di ingresso long con target intorno a 9,85 euro; uno stop loss prudente potrebbe essere collocato sotto la media mobile a 100 giorni, in area 8,25 euro.
Mps è oggi un protagonista centrale nel potenziale riassetto del sistema bancario italiano, e lo stesso Lovaglio ha dichiarato di lavorare su “un progetto importante per il sistema finanziario italiano e per il Paese”. Nel lessico della finanza, sono parole che equivalgono a una promessa. Per chi investe in azioni con un orizzonte di medio termine, Mps torna a essere un nome da seguire con attenzione. Non senza cautela, ma con rinnovato interesse.









