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Azioni Bank of America: dopo trimestrale acquisti in vista?

Azioni Bank of America: pronto il ritorno degli acquisti dopo i dati trimestrali?

Prosegue la stagione delle trimestrali a Wall Street ed in queste ore tra i risultati da seguire troviamo quelli di Bank of America, che poche ore fa ha comunicato i dati riguardanti il periodo luglio-settembre dell’anno in corso. Nello specifico la banca a stelle e strisce ha visto un utile passare dai 6,58 miliardi di dollari di 12 mesi fa agli attuali 7,27 miliardi di dollari, con un utile per azione che si attesta a 0,91 dollari per azioni in aumento dagli 0,81 dollari che si erano avuti nello stesso periodo dell’anno passato. A trainare i conti della banca guidata da Brian Moynihan sono state le unità di investment banking e di trading che hanno battuto le attese degli analisti e hanno visto un aumento dei ricavi, in controtendenza rispetto al crollo che si è registrato nel settore.

Nel periodo in corso il margine di interesse è aumentato del 4% a 614 milioni di dollari, grazie sia ai tassi più elevati che alla crescita dei prestiti, mentre i ricavi, in salita del 3%, si sono attestati a 25,2 miliardi di dollari. Nel dettaglio il consumer banking ha visto i ricavi in aumento del 6% a 10,5 miliardi di dollari e un utile di 2,9 miliardi di dollari, il Global Wealth and Investment Management ha visto utili in calo del 13% a quasi 1 miliardo di dollari, il Global banking ha visto gli utili in crescita del 26% a 2,6 miliardi di dollari, mentre il Global Markets ha registrato un aumento del 17% a 1,2 miliardi di dollari. Infine nel periodo in corso il capital ratio si è attestato all’11,9%, ampiamente sopra il requisito minimo posto al 9,5%.

 

Azioni Bank of America: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sull’azione quotata a Wall Street. Si prospetta un’apertura in leggero territorio positivo per il titolo Bank of America, con le quotazioni che dovrebbero spingersi oltre la soglia dei 27 dollari. Nel breve periodo le attese sono per un test sulle prime resistenze situate sui 27,55 dollari, dove troviamo sia l’indicatore giornaliero del Supertrend che la trendline discendente che parte dai massimi dello scorso mese di luglio, sopra i quali si dovrebbe avere una continuazione del recupero prima verso i 28 dollari e successivamente in direzione dei massimi dello scorso mese di settembre in area 29,5 dollari. Dal punto di vista operativo sarà solo lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali, che si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica, con possibili ulteriori rialzi fin verso i 30,20 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Al contrario il mancato superamento dei 27,55 dollari, verrebbe letto come un normale rimbalzo di breve all’interno di un trend primario al ribasso utile per aprire posizioni ribassiste. Nel caso questa view dovesse avverarsi i primi target al ribasso sono situati sui 26,36 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto il 10 ottobre scorso, e a seguire i minimi annuali situati sui 25,50 dollari. Nel caso in cui quest’ultimi sostegni dovessero essere violati al ribasso, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico con possibili eventuali discese fin verso i 23-23,50 dollari, dove transita la trendline rialzista che parte dai minimi del dicembre 2011 e congiunge i minimi di febbraio 2016 e a seguire quelli del marzo del 2020.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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