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Azioni Boeing: cosa fare con riacquisto di Spirit AeroSystems?

Il Boeing 747, uno degli aerei più longevi

Nella prima seduta della settimana a Wall Street potrebbero muoversi le azioni Boeing. Il gruppo aeronautico ha reso noto di aver acquisito Spirit AeroSystems Holdings a 37,25 dollari per azione. Si tratta di una vecchia conoscenza, in quanto la società guidata da Dave Calhoun ne era proprietaria due decenni orsono.

Nel dettaglio, l’operazione valuta il produttore americano di aerostrutture quasi 4,7 miliardi di dollari, ma includendo il debito l’esborso sarà vicino agli 8,3 miliardi di dollari. In base all’accordo, ogni azione di Spirit AeroSystems sarà scambiata con un numero di azioni comuni Boeing compreso tra 0,18 e 0,25, a seconda del prezzo medio ponderato per il volume delle azioni comuni Boeing in un determinato periodo prima della chiusura dell’operazione.

L’accordo include tutte le operazioni commerciali di Spirit legate a Boeing, oltre a eventuali ulteriori operazioni commerciali. Da sottolineare che Spirit venderà ad Airbus sia le attività principali dei quattro stabilimenti negli Stati Uniti, in Irlanda del Nord, in Francia e in Marocco, sia alcuni asset minori presenti a Wichita, in Kansas. Ricordiamo che Boeing è il principale cliente di Spirit, con circa il 70% delle entrate provenienti dal costruttore americano di aerei nel 2023 e la chiusura dell’operazione è prevista per la metà del prossimo anno.

 

Azioni Boeing: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l’analisi tecnica nel breve e medio periodo. Dopo aver chiuso la scorsa ottava con un guadagno di poco superiore al 3% in area 182 dollari, le attese per la giornata odierna sulle azioni Boeing sono per un’apertura in territorio negativo. Nel breve periodo, per dare seguito agli acquisti che hanno contrassegnato le passate sedute i prezzi dovrebbero spingersi oltre i 184 dollari, sopra i quali dovremmo avere nuovi allunghi in direzione dei 190 dollari dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend e che rappresentano i top dello scorso mese di giugno. Dal punto di vista operativo l’eventuale superamento di tali livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica dell’azione, aprendo di conseguenza la strada a nuovi apprezzamenti prima verso i 200 dollari, dove transita la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 208 dollari.

Al contrario, la perdita dei 170 dollari, minimi degli ultimi due mesi, tornerebbe a indebolire l’azione con possibili discese in direzione del bottom degli ultimi 17 mesi situati sui 160 dollari. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi sostegni, arriverebbe un deciso indebolimento del quadro grafico con possibili nuove correzioni fin verso la soglia dei 150 dollari. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi supporti per evitare ulteriori affondi in direzione dei 130-125 dollari, livelli che il titolo non vede dall’ottobre del 2022.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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