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Azioni Boeing: prezzi verso i minimi dopo la frenata delle consegne?

Un Boeing 787 Dreamliner con la livrea del produttore USA

Tra i titoli da seguire nell’ultima seduta della settimana a Wall Street troviamo le azioni Boeing, che nella giornata di ieri sono andate incontro a un vero e proprio sell-off. A spingerle al ribasso sono state le dichiarazioni provenienti dai vertici della società e riguardanti le consegne nel trimestre in corso. Nello specifico, secondo il direttore finanziario Brian West, le consegne rimarranno sugli stessi livelli dei primi tre mesi dell’anno. Il manager ha inoltre specificato che l’Amministrazione dell’aviazione civile cinese ha richiesto una revisione supplementare sulle batterie riguardanti la registrazione vocale della cabina di pilotaggio, inducendo Boeing a interrompere le consegne di aerei in Cina. Tutto questo avrà un impatto anche sul flusso di cassa.

In questo contesto èda sottolineare che i margini della divisione Boeing Defense, Space and Security, nel corso del secondo trimestre saranno negativi a causa della pressione sui costi del programma di sviluppo a prezzo fisso. Infine, nel corso dei primi tre mesi del 2024 l’azienda aerospaziale statunitense ha bruciato quasi 4 miliardi di dollari di cassa.

 

Azioni Boeing: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Boeing nel breve e medio periodo. Con volumi quasi tripli rispetto alla media giornaliera mensile, quella di ieri è stata una seduta all’insegna delle decise vendite per il titolo Boeing, con i prezzi che hanno chiuso in area 172,2 dollari. Dal punto di vista operativo il movimento ha spinto le quotazioni sotto i minimi delle ultime tre settimane e le attese nel breve termine sono per una continuazione del trend discendente verso il bottom degli ultimi 19 mesi situati sui 160-159,5 dollari. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di tali livelli, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico con possibili estensioni delle vendite fin verso i 150 dollari.

Al contrario, solo con il pronto recupero dei 177-178 dollari, minimi delle ultime tre settimane, l’azione potrebbe porre le basi per un recupero il cui primo obiettivo sarebbe situato sui massimi dell’ultimo mese posti nei pressi dei 188-189 dollari. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a riattivare l’ultimo movimento rialzista, innescatosi dai minimi dello scorso mese di aprile in area 160 dollari, in direzione dei 195 dollari, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, e successivamente i 198,5 dollari, dove l’azione chiuderebbe il gap-down lasciato aperto lo scorso 9 marzo. Nel caso in cui anche quest’ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, aumenterebbero le chance di una prosecuzione degli acquisti verso i 207 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo, ed in seguito i 215 dollari.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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