A Piazza Affari è una nuova giornata difficile per le azioni Campari, con i prezzi che proseguono il loro trend ribassista innescatosi dai top di periodo toccati nel luglio dello scorso anno. A indebolire ulteriormente il sentiment sul titolo sono le dimissioni a sorpresa, per motivi personali e con effetto immediato, comunicate prima dell’apertura delle contrattazioni dall’amministratore delegato e membro del Consiglio di amministrazione del Matteo Fantacchiotti.
In questo contesto, il Cda ha deciso di nominare Paolo Marchesini, Chief Financial and Operating Officer, e Fabio Di
Fede, General Counsel and Business Development Officer, come interim co-ceo e membri esecutivi di un Comitato per la Transizione della leadership, che sarà presieduto dall’ex a.d. Bob Kunze-Concewitz. Nel dettaglio, questo comitato insieme al Comitato Remunerazione e nomine, sarà responsabile per cercare di individuare il nuovo amministratore delegato, da proporre al Consiglio di amministrazione dopo una valutazione di profili sia interni che esterni.
Dall’arrivo di Fantacchiotti alla guida di Campari il titolo non è mai riuscito a invertire il trend discendente, anche in scia alle delusioni arrivate dalle ultime trimestrali, che hanno mostrato una domanda in decisa frenata per l’intero settore, in un contesto di mercato in cui è cresciuto l’interesse per prodotti a basso contenuto alcolico.
Azioni Campari: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere le attese sul titolo nel breve e medio periodo. Con volumi già 4 volte superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta in deciso ribasso per le azioni Campari, con i prezzi che transitano in area 7,13 euro. Con un impostazione che rimane al ribasso, fondamentale nel breve termine sarà la tenuta dei 7 euro per evitare una continuazione delle vendite in direzione dei 6,70 euro e successivamente verso i 6,50 euro. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi supporti, aumenterebbero le possibilità di andare a mettere sotto pressione i minimi di aprile del 2020 situati sui 6,10 euro. Dal punto di vista operativo importante diventerebbe non perdere questi ultimi supporti per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico, il quale potrebbe spingere i corsi fin verso i minimi degli ultimi 7 anni posizionati sulla soglia dei 5 euro. In questo contesto tutti i rimbalzi che dovessero rimanere sotto i 7,85 euro, potrebbero rappresentare delle occasioni per aprire posizioni short.
Al contrario la ripresa di tali livelli potrebbe porre le basi per un rimbalzo dei prezzi, il cui primo obiettivo sarebbe posti sugli 8,20 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e a seguire i massimi dello scorso mese di agosto in area 8,50 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree dovrebbe far proseguire gli acquisti, accompagnando il titolo prima sugli 8,70-8,75 euro e successivamente gli 8,90 euro. L’eventuale superamento di tali livelli aumenterebbe le chance di ulteriori allunghi prima verso i 9,20 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, ed in seguito i 9,50 euro.
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