In una giornata in leggero territorio positivo per la Borsa italiana, non si arresta la fase correttiva delle azioni Campari che al momento poco sostegno trovano nella cessione di due marchi da parte dell’azienda. Seguendo quanto era stato comunicato nei mesi passati, l’amministratore delegato del gruppo, Simon Hunt, prosegue la strategia di alleggerimento dei brand meno profittevoli, per concentrarsi sulle icone come Aperol.
In questo contesto, nelle ultime ore Campari ha raggiunto un accordo con Illva Saronno Holding per cedere 2 dei suoi amari storici come Averna e il mirto di Sardegna Zedda Piras. Il corrispettivo totale è pari a 100 milioni di euro. L’unico amaro che al momento rimane in portafoglio è il Braulio.
L’operazione odierna segue la cessione avvenuta nello scorso mese di marzo di uno stabilimento di produzione e co-packing in Australia e la vendita dei brand Tannico e Cinzano. L’obiettivo finale da parte del manager prevede la dismissione del 9% dei marchi meno profittevoli, quasi 30 brand, per ridurre il debito e allo stesso tempo aumentare la redditività. A trainare il fatturato dovranno essere i marchi più conosciuti, come Campari, Aperol, Espolon, Wild Turley e Courvoisier.
Azioni Campari: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Campari a Piazza Affari. Con volumi che a fine giornata dovrebbero essere in contrazione rispetto alle passate sedute, è una nuova giornata, la quarta consecutiva, all’insegna delle vendite, con i prezzi che si avvicinano ai minimi delle ultime settimane in area 5,7 euro.
Con un’impostazione primaria che rimane confermata al ribasso, nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei livelli appena menzionati per evitare ulteriori ribassi. Dal punto di vista operativo la violazione di tali aree dovrebbe indebolire ulteriormente la struttura grafica di breve periodo, con un prossimo target sui 5,55-5,50 euro e a seguire i 5,40 euro.
Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere persi, aumenterebbero le chance per andare a mettere sotto pressione la parte bassa del trading range posta a 5,30 euro. L’eventuale violazione aprirebbe la strada per ulteriori discese fin verso i minimi del 2025 posizionati nei pressi dei 5,10 euro.
Al contrario la tenuta dei 5,7 euro, dovrebbe porre le basi per un rimbalzo delle quotazioni. In questo caso avremmo avere un primo target sui 5,80-5,85 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni, e successivamente i massimi degli ultimi mesi in area 6,05 euro. Nel caso in cui dovessimo assistere al superamento di tali aree resistenziali, si avrebbe un segnale di forza in quanto i prezzi uscirebbero da una fase di lateralità in atto da mesi.
In questo caso i prossimi obiettivi rialzista sarebbero situati sui 6,20 euro e successivamente i 6,35-6,40 euro. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, si dovrebbe assistere a ulteriori apprezzamenti delle azioni in direzione dei 6,50 euro e a seguire i top annuali situati sui 6,75 euro.
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