Azioni Campari: quali impatti con l’arrivo del nuovo a.d.?

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In una giornata caratterizzata da acquisti per Piazza Affari si mettono in luce le azioni Campari, che sfruttano le notizie arrivate poco prima dell’apertura delle contrattazioni. Il Cda ha annunciato che Simon Hunt è stato selezionato per ricoprire la carica di a.d., in vista della Assemblea che si terrà il prosimo 15 gennaio.

Dal doppio passaporto australiano e britannico, Simon Hunt è presente da oltre 30 anni nel settore degli alcolici premium e di lusso, con una solida esperienza nel guidare cambiamenti radicali, ma anche nella creazione di marchi globali. Inoltre ha sviluppato una vasta esperienza sia nel mercato statunitense che in quello dei mercati emergenti, con solide competenze strategiche, gestionali e di leadership acquisite attraverso crescenti responsabilità nei mercati e nelle categorie degli alcolici, ma anche nei principali player del settore sia quotati sia privati.

Simon Hunt dopo aver iniziato la sua carriera in Diageo è passato a Pernod Ricard come amministratore delegato e presidente di Malibu-Kahlua International. Dopo aver trascorso 14 anni presso William Grant&Sons, negli ultimi anni è stato nominato amministratore delegato dell’incubatore globale di alcolici Catalyst Spirits, dove ha guidato le iniziative strategiche e l’innovazione dell’azienda nei marchi di alcolici premium. Catalyst Spirits è la società operativa in cui Campari ha acquisito una quota di minoranza e diritti di distribuzione nel 2022, in fase di scioglimento data la focalizzazione del gruppo italiano sui marchi prioritari principali.

 

Azioni Campari: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Campari a Piazza Affari. La nomina del nuovo amministratore delegato risolve un elemento di incertezza che aveva affossato il titolo negli ultimi mesi. Nella giornata odierna i prezzi, dopo un’apertuta in gap-up, con un guadagno di oltre il 3,5% hanno superato la soglia dei 6 euro. Dal punto di vista operativo una conferma delle quotazioni oltre questi livelli dovrebbe favorire una continuazione del rimbalzo, prima in direzione dei 6,25-6,30 euro e successivamente verso i 6,75-6,80 euro.

Nel caso in cui questi livelli, dove troviamo la trendline discendente che parte dai massimi dello scorso mese di giugno e congiunge i top di settembre, dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un primo segnale di forza inviato dal titolo, con un veloce obiettivo sui 7 euro e successivamente i 7,76 euro, dove verrebbe chiuso l’ampio gap-down lasciato aperto lo scorso 30 ottobre in occasione dei deludenti dati del terzo trimestre 2024.

Al contrario, il mancato ritorno oltre i 6,30 euro potrebbe essere sfruttato per l’apertura di posizioni ribassiste, con un primo target a 6 euro e a seguire 5,85-5,80 euro. L’eventuale perdita di questi sostegni aumenterebbe le chance per le azioni di andare prima verso i 5,60 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, e successivamente i minimi di periodo posti sulla soglia dei 5,5 euro. Fondamentale diventerà la tenuta di questi ultimi supporti, per evitare nuovi ribassi fin verso il bottom del 2020 situato nei pressi dei 5 euro.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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