Le grandi compagnie petrolifere americane, che stanno già focalizzando l’attenzione sui giacimenti di greggio del Venezuela, potrebbero presto rivolgere le proprie mire anche ad altri asset, non meno strategici di quelli sudamericani: quelli russi. Chevron, infatti, unitamente alla società di private equity texana Quantum Capital Group, starebbe negoziando l’acquisizione dell’intero portafoglio internazionale della compagnia petrolifera russa Lukoil.
Si tratta di un effetto collaterale delle sanzioni scattate contro il gigante russo lo scorso ottobre, che mirano a congelare i beni della compagnia, costringendo la stessa Lukoil a vendere asset esteri e limitando le sue operazioni globali. E questo nonostante gli stessi Stati Uniti, promotori delle medesime sanzioni, abbiano concesso deroghe temporanee per permettere il funzionamento delle stazioni di servizio Lukoil fuori dalla Russia fino ad aprile 2026, a patto che i ricavi non tornino in Russia.
Gli asset di Lukoil sono valutati circa 22 miliardi di dollari, comprendendo attività di estrazione e raffinazione di petrolio e gas, oltre a 2mila stazioni di servizio in Europa, Asia e Medio Oriente. L’operazione è guidata da Quantum, che agisce in collaborazione con la società londinese Artemis Energy e a monte c’è un possibile accordo in base al quale Quantum e Chevron possano un domani dividersi gli asset da gestire nel lungo periodo. Il dipartimento del Tesoro americano ha autorizzato le trattative con Lukoil fino a domani, ma qualsiasi transazione dovrà ottenere il via libera delle autorità statunitensi, conferendo al presidente Donald Trump un potere di veto di fatto.
Azioni Chevron: le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 171,63
Quotate sul mercato statunitense Nyse, le azioni Chevron sono decisamente impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,72%). Dopo un’apertura molto al di sotto della chiusura precedente, però, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 167,26, per poi ripiegare leggermente sul finale andando a chiudere a quota 165,94.
Partendo dal minimo relativo toccato lo scorso 22 maggio sul livello 133,68, i titoli Chevron hanno sensibilmente modificato la propria direzionalità con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, pur effettuando fisiologici storni periodici, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 161,80 (2 settembre).
Da quel momento i corsi hanno subito un’altrettanto perdurante inversione di tendenza in senso ribassista, realizzando un ritracciamento di Fibonacci del 50%, fino ad appoggiarsi al supporto intermedio posto a quota 146,40 (16 dicembre), per poi riprendere subito a salire con un improvviso rally rialzista permettendo al mercato di raggiungere le quotazioni attuali.
Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi la prosecuzione del trend positivo in corso con lo scopo di avvicinarsi presto alla prima resistenza individuabile sul livello 171,63, corrispondente al massimo relativo del lontano 28 settembre 2023.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 167,26 con target nell’intorno dei 171,63 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 165,05 con obiettivo molto vicino al livello 159,83. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia ancora posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 69.

L’andamento di breve termine delle azioni CHEVRON









