Azioni: ecco chi ha vinto e chi ha perso nel 2025

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Il 2025 è stato un anno record per le azioni, grazie soprattutto alla spinta dell’intelligenza artificiale. Dopo lo shock di inizio aprile, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto dazi reciproci verso i partner commerciali degli Stati Uniti, provocando il crollo delle Borse, gli indici azionari si sono ripresi, intraprendendo un rally che ha portato ad aggiornare costantemente i massimi storici. L’ottimismo generale è stato favorito non solo dall’AI, ma anche dagli accordi tra gli Usa e i vari Paesi, dalle robuste trimestrali delle società e dal taglio dei tassi di interesse da parte di alcune tra le più importanti Banche centrali del mondo. Tuttavia, non è andato tutto liscio per le azioni quotate: alcune sono state travolte dalle vendite, riportando perdite pesanti. Vediamo chi ha vinto e chi ha perso nel corso del 2025.

 

In questo articolo:

 

  • Azioni: ecco chi ha vinto nel 2025
  • Chi ha perso nel 2025

 

Azioni: ecco chi ha vinto nel 2025

 Gli asset vincitori nel 2025 non si trovano solo nel settore dell’intelligenza artificiale. Anche le materie prime, sfruttando l’ascesa di oro e argento. Ecco il podio dell’anno aggiornato alla chiusura della scorsa settimana.

 

Fresnillo

Le azioni Fresnillo hanno guadagnato un sonoro 426% da inizio gennaio 2025, grazie al rally dell’argento del 130%. L’azienda con sede a Città del Messico è un importante produttore del metallo. Quotata a Londra, è risultata il miglior performer dell’indice delle blue-chip britannico Ftse 100. Il motivo è che con l’aumento del prezzo delle materie prime, le società hanno praticamente ammortizzato i costi fissi, aumentando i margini, come ha spiegato Leslie Hook, economista del Financial Times.

 

Robinhood

Robinhood è il simbolo dell’entusiasmo del mercato nel 2025. Il prezzo delle azioni dell’agenzia di intermediazione retail è più che triplicato dall’inizio dell’anno, mettendo a segno un +225%. Il boom degli investimenti al dettaglio e la spinta di Trump verso il trading di criptovalute sono stati una manna per il broker. “Gli investitori retail sono stati responsabili di oltre un quinto del volume di scambi delle azioni statunitensi nel terzo trimestre dell’anno, il livello più alto dalla mania delle meme stock di inizio 2021 e quasi il doppio della quota rispetto a dieci anni fa”, ha affermato Manish Kabra, responsabile delle azioni statunitensi di Société Générale.

 

SK Hynix

Il balzo di SK Hynix (+215%) conferma che molte aziende asiatiche attive nella produzione di chip si pongono come valide antagoniste di Nvidia, mettendone in discussione il dominio. Gli investimenti nei server per l’AI alimentano la domanda per i chip di memoria a banda larga dell’azienda sudcoreana, che nel terzo trimestre del 2025 ha raggiunto un picco storico dei profitti e un margine aziendale superiore al 50%.

 

Chi ha perso nel 2025

C’è però anche chi non sorride affatto e considera il 2025 un anno da dimenticare. Tra i peggiori figurano:

 

Wpp

Wpp, acronimo di Wire and Plastic Products, è uno dei più grandi gruppi pubblicitari al mondo e una delle principali holding globali nel settore della comunicazione, del marketing e dei media. Le azioni della società con sede a Londra hanno perso il 60% del loro valore quest’anno. Gli investitori hanno punito un modello di business che non è riuscito a tenere il passo con la tecnologia. L’azienda ha inoltre registrato una significativa perdita di clienti negli ultimi tempi.

 

Lululemon

La ripresa di metà dicembre delle azioni Lululemon non ha impedito al rivenditore canadese di abbigliamento sportivo e lifestyle di bruciare il 45% della sua capitalizzazione di mercato. A pesare sull’azienda sono stati soprattutto i dazi di Trump e le pressioni sui costi per i consumatori americani. A ciò si sono aggiunti errori di prodotto che hanno portato all’uscita dell’amministratore delegato e a una crescente concorrenza. “Questi rivenditori sono stati colpiti dai dazi, mentre il consumatore è diventato molto più esigente a causa dei problemi di accessibilità economica”, ha detto Kevin Gordon, responsabile della ricerca macro di Charles Schwab.

 

Strategy

Le azioni Strategy, il più grande detentore di bitcoin, hanno viaggiato sulle montagne russe nel corso dell’anno. Nella prima parte del 2025 sono salite alle stelle, con altre aziende in tutto il mondo che hanno copiato il modello di business della società guidata da Michael Saylor, incentrato sull’acquisto e la gestione di bitcoin. La seconda metà dell’anno, però, è stata da incubo, complice il ritracciamento del prezzo della principale criptovaluta. Alla fine l’azienda ha perso il 43% del suo valore di mercato. “Quest’anno Strategy ha raccolto per la prima volta capitale non per acquistare bitcoin, ma per creare una riserva in dollari da utilizzare per pagare gli interessi agli investitori nel caso in cui le sue azioni scendessero”, ha affermato Nikou Asgari, giornalista finanziaria e corrispondente per i mercati digitali del Financial Times. “L’ex azienda di software ha riconosciuto che potrebbe persino dover vendere parte dei suoi bitcoin in futuro, una mossa che tradirebbe l’intera sua strategia”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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