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Azioni cicliche e azioni difensive: qual è la differenza?

Azioni cicliche vs azioni difensive: qual è la differenza?

L’anno appena trascorso è stato molto magro per le Borse, ma spesso si è sentito parlare che le azioni difensive hanno limitato le perdite rispetto ad altre tipologie di titoli come le azioni cicliche. Ma qual è la differenza tra le due attività? Ecco una guida che illustra le principali caratteristiche di ogni azione e quali sono gli elementi che distinguono l’una dall’altra, nonché quando è conveniente acquistare le cicliche e quando invece è meglio puntare sulle difensive.

 

Il ciclo economico

Per capire cosa sia un’azione ciclica e un’azione difensiva è necessario distinguere 4 fasi che contraddistinguono il ciclo di un’economia. Una è la fase della crescita, dove il PIL di un Paese sale rapidamente grazie all’aumento della domanda aggregata, che fa incrementare la produzione e crescere l’occupazione. Questa fase è caratterizzata da un’economia prosperosa e dallo sviluppo economico.

Una seconda fase è quella relativa alla recessione, che avviene quando l’economia si contrae. Ciò si manifesta a seguito di un aumento dei costi derivanti dalla crisi di offerta (come nel periodo attuale), oppure di un crollo della domanda derivante da una politica monetaria e fiscale restrittiva, o ancora di fattori straordinari esterni (pandemia da Covid-19, guerra Russia-Ucraina, ecc.). Tecnicamente un’economia è in recessione quando per due trimestri consecutivi registra una crescita negativa del PIL, sebbene poi debbano essere considerati altri fattori come macro ad esempio l’andamento dell’occupazione.

Una terza fase riguarda la depressione, nella quale un’economia tocca il fondo a causa di una produzione stagnante e di una disoccupazione che si mantiene a livelli molto alti. In questo contesto economico è difficile fare peggio e quindi si attende solo di svoltare in senso positivo.

Una quarta fase concerne la ripresa, dove il PIL di un Paese torna nuovamente a crescere, insieme a tutti gli altri fattori che governano un’economia, come il livello di occupazione, l’inflazione e la funzionalità del sistema finanziario.

 

Azioni cicliche: cosa sono

Le azioni cicliche sono quelle più strettamente legate alla fase del ciclo economico che si manifesta in un certo momento. In altri termini, durante i periodi di flessione, famiglie, imprese e pubblica amministrazione tendono a rinunciare all’acquisto di beni discrezionali, o comunque che non considerano di prima necessità. In tal caso si penalizzano alcuni settori economici come quelli: automobilistico, chimico, edile, alberghiero e della ristorazione, del lusso, dei viaggi e del turismo. Questi stessi settori sono pronti a emergere allorché il ciclo economico è in una fase positiva, grazie alla maggiore disponibilità di capitale di tutti i vari attori economici e alla loro propensione a spendere. Quindi, le azioni cicliche tendono a scendere nelle congiunture depressive e a salire durante le fasi di floridità economica.

 

Azioni difensive: cosa sono

Le azioni difensive sono quelle che fanno parte di settori che non sono influenzati dall’andamento dell’economia, quindi non legati al ciclo. In sostanza la domanda di famiglie, imprese e pubblica amministrazione rimane sempre elevata perché i beni ad oggetto vengono considerati indispensabili. Al riguardo, parliamo dei settori: di generi alimentari, della casa e della cura della persona; sanitari e farmaceutici; dei servizi di pubblica utilità come acqua, gas ed elettricità; dell’energia tipo estrazione, raffinazione e trasporto di petrolio. Le azioni di queste categorie si mostrano più forti nei momenti in cui l’economia flette, ma non sono molto performanti durante le fasi di grande splendore economico.

 

Azioni cicliche vs azioni difensive: quali scegliere?

La differenza quindi tra azioni cicliche e azioni difensive consiste nel fatto che le prime fanno parte di settori la cui domanda è influenzata dal ciclo economico, le seconde invece appartengono a settori la cui domanda è indipendente dalla fase economica. In ragione di tutto ciò, nei frangenti in cui l’economia di un Paese è in grande spolvero e la crescita si mantiene alta, le azioni cicliche tendono a fare meglio rispetto a quelle difensive. Viceversa, nelle fasi di rallentamento economico o addirittura di recessione, gli investitori fanno ricorso alle azioni difensive in quanto più resilienti rispetto alle altre.

Bisogna però precisare che si possono trovare delle situazioni in cui anche le azioni cicliche, per ragioni particolari e specifiche che riguardano l’azienda, possono emergere anche nelle fasi più critiche dell’economia (vedi il boom delle auto elettriche durante il periodo pandemico). Allo stesso modo, può capitare che azioni difensive perdano durante le fasi di magra, anche se magari le performance negative sono più blande rispetto ad altre tipologie di azioni.

 

Azioni cicliche e difensive: elementi per distinguerle

Le azioni cicliche e difensive possono essere distinte in base al settore di appartenenza, come abbiamo visto, ma anche attraverso alcuni altri parametri. Uno è ad esempio quello riguardante il valore beta dell’azione. Questo indica in che modo un titolo è influenzato dall’andamento del mercato. Se il beta è uguale a 1 significa che l’azione segue esattamente le dinamiche del mercato in generale. Ciò vuol dire che a un aumento o una diminuzione dell’1% del valore del mercato, rappresentato da un indice come ad esempio l’S&P 500 o il FTSE 100, corrisponde una medesima variazione nella stessa direzione del titolo in questione. Quanto più il valore beta di un asset è vicino a 1, tanto più quest’ultimo risulta essere ciclico. Un beta inferiore a 1 implica che l’azione reagisce meno alle dinamiche del mercato in senso positivo o negativo. Quindi, in tal caso, il parametro identifica meglio un titolo difensivo.

Un altro elemento per distinguere le azioni cicliche da quelle difensive riguarda gli utili per azione o EPS. Un’azienda di un settore ciclico vedrà gli EPS variare anche brutalmente da un trimestre all’altro, se vi sono variazioni consistenti nelle fasi del ciclo economico. Al contrario, una società facente parte di un settore difensivo vedrà i suoi profitti maggiormente stabili, indipendentemente dalla fase che sta attraversando l’economia.

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