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Azioni della difesa all’attacco in Borsa con USA-Cina e NATO

Azioni della difesa all'attacco in Borsa con USA-Cina e NATO

Le azioni della difesa sono più che mai al centro dell’attenzione in un periodo storico in cui le tensioni a livello geopolitico sono molto alte. La guerra Russia-Ucraina è ancora lontana da una vera svolta verso la pace, mentre gli attriti tra gli Stati Uniti e la Cina continuano a tenere il mondo con il fiato sospeso. Il presunto pallone spia cinese abbattuto in territorio americano è solo un esempio di una situazione che diventa sempre più tesa e che può aprire i varchi a un’escalation dai contenuti non ancora ben definiti.

La conseguenza di tutto questo è un ricorso agli armamenti e le aziende che operano nel settore sono chiamate a una presenza costante per soddisfare le esigenze dei vari Paesi. Nelle ultime ore si sono registrati due fatti che vale la pena di mettere in luce e che potrebbero far muovere le azioni della difesa nei prossimi giorni. Il primo riguarda l’inserimento in black list da parte della Cina di due grandi aziende americane; il secondo concerne la spinta della NATO ad aumentare la spesa per la difesa dei membri che ne fanno parte.

 

Azioni della difesa: Lockheed Martin e Raytheon a rischio

Nella giornata di oggi il Ministero del Commercio cinese ha comunicato di avere inserito nella lista nera le due aziende della difesa americane Lockheed Martin e Raytheon Technologies. Il motivo? La vendita di armi a Taiwan, da tempo nel mirino del Dragone per una possibile invasione militare. Far parte di una “lista dei cattivi” implica per le aziende USA l’impossibilità di esportare e importare in merito ad attività legate alla Cina. In sostanza, Lockheed Martin e Raytheon non potranno più effettuare scambi commerciali con società cinesi o effettuare nuovi investimenti nel Paese. Inoltre, ai loro dirigenti sarà impedito di entrare in Cina e richiedere un permesso di lavoro. “La Cina adotterà contromisure contro le entità statunitensi che minano la sua sovranità e sicurezza”, ha riferito il portavoce del Ministero, con chiaro riferimento a quanto attuato dagli Stati Uniti in merito all’abbattimento del pallone.

Dal 1979 gli Stati Uniti rappresentano il principale fornitore di armi di Taiwan, per consentire di difendersi eventualmente da un’aggressione di Pechino. Da par suo, la Cina considera l’isola come parte del suo territorio, considerando le vendite di armi statunitensi come un modo per insidiare la sovranità della Cina stessa. Ora si è arrivati a una soluzione estrema, come atto finale di un peggioramento dei rapporti tra Washington e Pechino sotto ogni profilo: dalla sicurezza commerciale e tecnologica a quella militare. Le azioni Lockheed Martin e Raytheon sono in calo oggi a Wall Street di oltre un punto percentuale, ma in linea con l’andamento negativo di tutto il mercato azionario. In realtà, queste sanzioni non dovrebbero avere un impatto sulle azioni della difesa americane, in quanto comunque è imposto il divieto dal Governo USA di effettuare vendite militari in Cina.

 

L’Italia dovrà aumentare le spese militari al 2% del PIL

Un driver che invece può far muovere le azioni della difesa in generale risulta l’esortazione della NATO all’Italia di destinare il 2% del suo prodotto interno lordo nella difesa già a partire dal 2024. Lo ha riferito il Ministro della Difesa Guido Crosetto, a seguito dei colloqui avuti a Bruxelles con gli altri membri dell’Unione Europea. L’esponente del Governo italiano ha detto anche che l’impegno concordato con la NATO era quello di attuare questa misura per il 2028, ma ora invece l’alleanza chiede di anticipare tutto all’anno prossimo.

Sulla base delle stime di giugno 2022, la NATO ha rilevato che l’Italia avrebbe raggiunto una spesa pari all’1,54% del PIL nel 2022. Ciò vuol dire che per arrivare all’obiettivo del 2% entro il 2024, occorrerebbe investire altri 10 miliardi di euro. “Esiste un impegno dell’Italia a raggiungere il 2% ma non da questo governo, da tutti i governi precedenti. I tempi saranno decisi in relazione alle possibilità finanziarie”, ha detto Crosetto. La principale azienda italiana della difesa, Leonardo, oggi a Piazza Affari guadagna il 2%; mentre Fincantieri e Avio, che svolgono un’attività industriale legata alla difesa, stanno ottenendo un risultato più modesto, ossia rispettivamente -0,4% e +0,6%.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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