Negli ultimi anni le azioni della difesa europee sono state grandi protagoniste nei mercati finanziari del Vecchio Continente, sospinte dalle tensioni geopolitiche caratterizzate dalle guerre. In particolare, dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina verso la fine di febbraio 2022, i Paesi europei hanno effettuato una corsa al riarmo nel timore che il conflitto potesse allargarsi a tutta la regione. Nel frattempo, sono scoppiati altri conflitti in Medio Oriente: prima tra Israele e Hamas, con l’attacco del 7 ottobre 2023, e poi, quest’anno, tra Stati Uniti e Israele, da una parte, e Iran, dall’altra.
Durante tutto questo periodo, la domanda di armamenti e attrezzature militari è cresciuta in maniera considerevole, mentre l’Unione europea ha varato un piano da centinaia di miliardi di euro per la difesa nei prossimi anni. Di conseguenza, le azioni delle società del settore sono state oggetto del desiderio degli investitori e le quotazioni sono andate alle stelle. Quest’anno, tuttavia, si è registrato un drastico rallentamento dello slancio, sia per una presa di profitto del mercato, sia perché alcune tensioni si sono allentate, specialmente dopo la tregua, seppur fragile, di 60 giorni siglata tra Usa e Iran.
In questo articolo:
- Azioni della difesa europee: 3 società da tenere d’occhio
- Come investire con i certificati
Azioni della difesa europee: 3 società da tenere d’occhio
L’attuale contesto di mercato offre diverse società che alcuni analisti e operatori considerano interessanti da osservare sulla base di specifici indicatori finanziari e delle proprie valutazioni fondamentali. Le seguenti azioni vengono presentate esclusivamente a scopo informativo e illustrativo e non costituiscono una raccomandazione di investimento, una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari:
- Leonardo
- Rheinmetall
- Thales
Leonardo è tra le azioni preferite dagli investitori. In particolare, il colosso italiano della difesa è diventato ultimamente la prima scelta di Jefferies. La banca d’investimento americana ha rimpiazzato Rheinmetall proprio con Leonardo tra le top pick. Quest’anno, il titolo Leonardo ha guadagnato poco più dell’1% alla Borsa di Milano, fino alla chiusura settimanale del 10 luglio, sottoperformando l’indice FTSE Mib di cui fa parte. Guardando i fondamentali, il titolo appare comunque sopravvalutato, per effetto dei grandi guadagni in Borsa degli ultimi anni. Basti pensare che la società ha aumentato la sua capitalizzazione del 666,57% nell’ultimo quinquennio. Il fair value espresso da Forecaster.biz risulta di 40,26 euro, inferiore del 22,31% rispetto al prezzo di mercato di venerdì scorso. (Fonte: Forecaster.biz)
Rheinmetall, per lungo tempo, ha fatto parte del portafoglio di gran parte dei fondi di investimento internazionali, prima di perdere quota negli ultimi mesi. Da inizio anno, il titolo del leader tedesco della difesa ha perso circa il 38% alla Borsa di Francoforte, ma nell’ultimo quinquennio ha aumentato il suo valore di oltre 11 volte. La società è operativamente solida e altamente strategica, beneficiando delle tendenze macroeconomiche e geopolitiche globali. Inoltre, presenta forti margini di profitto e un’eccellente gestione del debito, che si uniscono a una posizione competitiva di leadership nel panorama della difesa europea. Con i cali di quest’anno, le azioni sembrano sottovalutate. Il fair value di 1.180 euro supera del 18,59% il prezzo di mercato dell’ultima chiusura settimanale, pari a 992 euro.
Thales completa il terzetto delle grandi società della difesa europea. Come le altre due, il colosso francese ha tratto vantaggio, negli anni, del boom della domanda di armi. Alla Borsa di Parigi, le azioni sono scivolate di circa 5 punti percentuali da inizio 2026, il che le rende leggermente sottovalutate, con un fair value di 231,84 euro, del 3,82% superiore al prezzo di mercato. La società ha dalla sua uno stato di salute eccellente, con una crescita costante dei ricavi e un forte ritorno sul capitale proprio. A ciò si aggiungono una politica attiva di buyback e un vantaggio competitivo nel settore aerospaziale e della difesa, che garantiscono una certa resilienza di lungo termine.
È importante sottolineare che i prezzi di mercato possono, in alcuni periodi, discostarsi dalle valutazioni elaborate dagli investitori. Non vi è tuttavia alcuna garanzia che tali differenze si riducano nel tempo né che le valutazioni effettuate si rivelino corrette.
Come investire con i certificati
Tra gli strumenti finanziari che consentono un’esposizione indiretta al tema trattato rientrano i certificati di investimento. A titolo esemplificativo, si segnala un certificato di tipo Multi Cash Collect con barriera, quotato sul SeDeX e identificato dal codice ISIN DE000VY8VWH2. Lo strumento segue le performance di Leonardo, Rheinmetall e Thales, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 1,55 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo del 18,60%. Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera, fissata al 70% del livello iniziale. Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni. Alla scadenza finale (26 giugno 2028), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. Attualmente il certificato quota poco sopra la pari, ma tutti i titoli si trovano ben al di sopra della barriera.
Rischi principali
L’investimento in questo certificato comporta diversi rischi che l’investitore deve valutare con attenzione prima di procedere all’acquisto:
- Rischio di mercato (worst-of): l’andamento negativo dei sottostanti – in particolare del titolo con performance peggiore – può impedire il pagamento delle cedole e ridurre il rimborso a scadenza. La struttura worst-of amplifica questo rischio rispetto a un’esposizione su singolo titolo.
- Rischio di perdita del capitale: se alla data di valutazione finale del 26 giugno 2028 almeno uno dei due sottostanti si trova al di sotto della propria barriera, il rimborso è commisurato alla performance negativa del titolo peggiore. La perdita può essere totale.
- Barriera condizionata: la protezione del capitale è valida solo se, a scadenza, il titolo peggiore non scende sotto il 60% del valore iniziale. In caso contrario, l’investitore è esposto a perdite anche significative in linea con la performance negativa del sottostante.
- Rischio emittente: il rimborso dipende dalla solvibilità di Vontobel Financial Products GmbH e del garante Vontobel Holding AG. In caso di insolvenza dell’emittente o del garante, l’investitore potrebbe perdere l’intero capitale. Il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
- Rischio di liquidità: la vendita prima della scadenza sul SeDeX di Euronext Milano può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al valore teorico. In particolari circostanze di mercato o interruzioni tecniche, la vendita potrebbe non essere possibile.
- Rischio di mancato pagamento delle cedole: la cedola mensile è condizionata e non garantita. In assenza delle condizioni di mercato richieste, le cedole vengono accumulate in memoria ma non vi è certezza che vengano mai corrisposte, in particolare se il prodotto dovesse scadere senza che la condizione sia soddisfatta. Volatilità settoriale: il comparto dei pagamenti digitali può essere influenzato dall’andamento dei consumi, dalle dinamiche competitive e dai fattori macroeconomici.
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