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Azioni Diasorin: accordo con MeMed, come operare in Borsa?

Diasorin: accordo con MeMed riporterà positività sull'azione?

A Piazza Affari è una nuova seduta all’insegna della debolezza per le azioni Diasorin, su cui non impattano le notizie arrivate poco prima dell’apertura dei mercati da parte della società. Nello specifico l’azienda italiana, che sviluppa produce e commercializza kit di reagenti utilizzati dai laboratori diagnostici di tutto il mondo, è andata a consolidare la partnership strategica con MeMed, siglando un accordo di distribuzione per il solo mercato italiano del test MeMed Bv sulla piattaforma analitica MeMed Key. Nello specifico Diasorin utilizzerà la soluzione diagnostica offerta da MeMed sulle proprie piattaforme, Liaison XI e Liaison XS, per l’esecuzione dei test ad alti volumi. Quest’ultimi, integrando algoritmi di intelligenza artificiale con la misurazione dei livelli di tre proteine, andranno a fornire la risposta immunitaria da parte del paziente, consentendo in questo modo al medico di poter capire in maniera molto veloce sia le infezioni batteriche che quelle virali.

In definitiva grazie a questo test si arriverà in maniera abbastanza veloce ad identificare il patogeno infettivo e ad attivare senza perdite di tempo il percorso terapeutico appropriato. Il test, che ha avuto sia il marchio CE in Europa che l’autorizzazione da parte della FDA statunitense, rappresenta la risposta di Diasorin al tema dell’antimicrobico resistenza, che negli ultimi anni è divenuto una minaccia a livello globale.

Azioni Diasorin: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta muovendo l’azione dopo queste notizie. E’ una nuova giornata all’insegna della debolezza questa odierna per il titolo Diasorin, la sesta nelle ultime otto, con le quotazioni che si confermano sotto la soglia psicologica dei 100 euro. Nel breve termine le attese sono per una prosecuzione di questo movimento discendente, che avrebbe come prossimo obiettivo i minimi di periodo posti in area 95-94,50 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale violazione di quest’ultimi supporti, andrebbe ad indebolire ulteriormente il quadro grafico del titolo con possibili nuove discese verso i 90 euro e a seguire in direzione del bottom del 2019 situato in area 83 euro.

Al contrario per avere un segnale di forza, all’interno di questo trend primario ribassista, i corsi dovrebbero spingersi oltre le prime resistenze situati sui massimi di maggio in area 196-107 euro. Il superamento di queste aree dovrebbe innescare un rimbalzo dell’azione, che avrebbe un primo obiettivo situato sui 110 euro e successivamente i 115 euro. Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un miglioramento del quadro grafico con nuovi obiettivi situati sulla media mobile a 200 giorni in area 119,5 euro e seguire i 125-127 euro.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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