Azioni Diasorin: tra cambio del cfo e accordo con Thermo Fisher cosa fare?

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In una Piazza Affari cauta nella prima seduta della settimana spicca la rinnovata debolezza delle azioni Diasorin, che proseguono la fase correttiva innescatasi la scorsa ottava. Sul sentiment di queste ore pesano le notizie riguardanti il cambio ai vertici dell’azienda, che mettono in un angolo un accordo di distribuzione esclusiva con Fisher Scientific.

Sotto la lente degli operatori c’è infatti la sostituzione dell’attuale direttore finanziario, Piergiorgio Pedron, che dal prossimo 1° aprile ricoprirà lo stesso ruolo in Nexi, con Alberto Donati. Quest’ultimo, attuale chief controller del gruppo, sarà subito chiamato a un test importante con la presentazione del nuovo Piano industriale, atteso entro il prossimo mese di giugno. Gli analisi cercheranno di valutare se il nuovo corso sarà in continuità con questo attuale, che per 15 anni ha accompagnato la crescita dell’azienda guidata dall’amministratore delegato Carlo Rosa. 

Per quanto riguarda invece l’intesa con Fisher Scientific, questa riguarda la distribuzione della piattaforma molecolare point of care Liaison Nes, nel canale ospedaliero statunitense. L’accordo arriva a seguito della recente autorizzazione FDA 510 e CLIA Waiver per il suo primo test, il FLU A/B, RSV & COVID 19 Panel, per l’utilizzo della piattaforma sopra menzionata. Quest’ultima consente diagnostica molecolare di qualità laboratoristica in prossimità del paziente, con un workflow in tre fasi e risultati in circa 15 minuti.

Con gli Stati Uniti che rappresentano uno dei maggiori mercati al mondo per i test molecolari respiratori, con oltre 7.000 ospedali e circa 130.000 laboratori, l’accordo non solo andrà a rafforzare le capacita’ commerciali di Diasorin nel segmento ospedaliero ma favorira’ l’accesso ai principali Integrated Delivery Networks statunitensi

 

Azioni Diasorin: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Diasorin sulla Borsa italiana. Con volumi che a fine giornata dovrebbero essere superiori alla media giornaliera mensile, è un inizio di settimana volatile e all’insegna della debolezza, con i prezzi che scendono sotto la soglia dei 72 dollari.

Con un’impostazione di lungo periodo discendente, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei 70 dollari, per evitare un indebolimento di quel trend rialzista partita dai minimi di periodo toccati nello scorso mese di novembre. Una conferma delle azioni sopra tali supporti, dove transita l’indicatore daily del Supertrend, dovrebbe favorire una ripresa degli acquisti con un primo target i 74 euro e a seguire i massimi degli ultimi 3 mesi situati sui 78 euro.

Il superamento di questi livelli dovrebbe aprire le porte per ulteriori allunghi verso gli 80 euro e successivamente gli 81,5 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target gli 85 euro.

Al contrario la perdita dei 70 euro dovrebbe far proseguire la nuova fase correttiva prima in direzione dei 68 euro e a seguire i 65-64 euro. La violazione di questi supporti, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nello scorso mese di novembre, farebbe continuare la discesa verso i 62 euro e successivamente i 60 euro. Queste ultime aree rappresentano l’ultimo baluardo per evitare un ritorno sui minimi degli ultimi 9 anni posti sui 58 euro

 

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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