Il gruppo petrolifero Eni ha stipulato un importante accordo con Global Infrastructure Partners (Gip), braccio infrastrutturale di BlackRock, per la cessione del 49,99% di Eni CCUS Holding, specializzata nelle tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio.
L’intesa, che segue le trattative già avviate dallo scorso maggio, prevede il controllo congiunto della società che gestisce progetti strategici in Regno Unito, Olanda e Italia. Tra questi spicca l’iniziativa di Liverpool Bay, elemento chiave del cluster industriale HyNet, già dotata di framework normativo e piano finanziario definiti, oltre ai progetti di Bacton e L10-CCS olandese.
Particolare rilevanza assume la possibilità per la newco di acquisire il 50% del progetto CCS Ravenna, attualmente in mano a Eni, ampliando così il portafoglio di soluzioni per la riduzione delle emissioni industriali. “Il consolidamento del nostro portafoglio globale CCUS e l’ingresso di GIP rafforzeranno la nostra capacità di fornire soluzioni di decarbonizzazione su larga scala”, ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Descalzi.
Azioni Eni: le quotazioni potrebbero subire un’inversione di tendenza a breve
Le azioni Eni sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,02%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday sul livello 15,292), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 15,086, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 15,124.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 9 aprile sul livello 11,010, i titoli Eni hanno radicalmente invertito la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente e senza mai effettuare fisiologici ritracciamenti degni di nota, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 15,390 (1 settembre).
Si sottolinea come i corsi stiano correndo troppo troppo e probabilmente da troppo tempo, per cui la negatività di ieri potrebbe rappresentare il preludio ad una inversione di tendenza, almeno di corto respiro. Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi alcune giornate al ribasso che riportino le quotazioni fin verso il primo supporto individuabile in area 14,990, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente sul mercato essendo Eni ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è al momento da sconsigliare, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 15,086 con obiettivo molto vicino al livello 14,990. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti a metà luglio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 62.

L’andamento di breve termine delle azioni ENI









