Eni ha perfezionato l’accordo per la cessione a Hilcorp del 100% degli asset di Nikaitchuq e Oooguruk detenuti in Alaska per un valore di 1 miliardo di dollari. Lo ha annunciato il gruppo in una nota, sottolineando che l’operazione, che ha ricevuto l’approvazione da parte di tutte le autorità competenti, è in linea con la strategia di Eni focalizzata sull’ ottimizzazione delle attività Upstream tramite un ribilanciamento del proprio portafoglio e la dismissione di asset non strategici.
Nell’ambito della struttura finanziaria di Eni a supporto della strategia di crescita, la società si è impegnata a conseguire entrate nette di portafoglio pari a 8 miliardi di euro nell’arco del Piano 2024-2027. Considerando le operazioni finalizzate e le azioni in corso, si legge ancora nella nota, Eni ora prevede sostanzialmente di raggiungere l’obiettivo entro il 2025, in meno di due anni.
I proventi deriveranno da tre fonti principali: l’ottimizzazione del portafoglio Upstream, la diluizione delle partecipazioni azionarie elevate nelle scoperte esplorative e l’accesso a nuovi bacini di capitale attraverso la strategia satellitare della società per sostenere la crescita dei suoi business legati alla transizione, confermando al contempo i progressi nella creazione di valore.
Eni continuerà a essere presente negli Stati Uniti nelle attività Upstream del Golfo del Messico e nei progetti legati alla transizione energetica nei settori delle energie rinnovabili, dei biocarburanti e dell’energia da fusione magnetica.
Azioni Eni: le quotazioni si muovono all’interno di un ampio trading range
Le azioni Eni sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 14,196, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 14,056.
Nel corso del pomeriggio, poi, in correlazione con la positività della Borsa americana, i corsi sono rimbalzati.
Dall’inizio del mese di settembre l’azione si sta muovendo all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 13,500 e 14,500. Nonostante l’apparente mancanza di direzionalità, non sono mancate numerose occasioni di trading, adottando la strategia del “comprare sui supporti e vendere sulle resistenze”. È molto probabile che questa congestione possa perdurare ancora a lungo prima che si intraprenda un trend definito, quindi è lecito aspettarsi una continuazione di tale ciclicità sempre sugli stessi livelli.
Poiché attualmente i corsi sono stati respinti ancora una volta dalla soglia superiore della lateralità, per l’immediato futuro è lecito attendersi la prosecuzione della fase negativa in corso che avvicini il titolo al primo supporto intermedio individuabile in area 13,750, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend. Solo se quest’ultimo livello sosterrà le quotazioni, si potrà assistere a un rimbalzo che però dovrebbe essere solo di corto respiro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 14,196 con target nell’intorno dei 14,500 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 14,056 con obiettivo molto vicino al livello 13,500.
L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati ribassisti la scorsa ottava. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 49.

L’andamento di breve termine delle azioni ENI









