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Azioni Eni, cosa fare dopo il varo del nuovo piano di buyback

Nell'immagine, la sede Eni di San Donato a Milano

Eni mette in pista il nuovo programma di buyback. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi ha iniziato a riacquistare azioni proprie, avendo avuto disco verde dall’assemblea degli azionisti, per un controvalore fino a 1,6 miliardi di euro nel 2024, 500 milioni di euro in più del previsto. La prima tranche sarà composta da un massimo di 6,4 milioni di azioni Eni (circa lo 0,2% del capitale sociale), per un esborso fino a un massimo di 150 milioni di euro. Le azioni riacquistate andranno a costituire la provvista azionaria a servizio della realizzazione del primo piano Eni di azionariato diffuso 2024-2026 destinato ai circa 20mila dipendenti italiani del gruppo. Gli acquisti saranno eseguiti sull’Euronext Milan.

L’ammontare complessivo di 1,6 miliardi di euro potrà essere incrementato, sulla base di eventuali upside, fino a un massimo complessivo di 3,5 miliardi di euro. “A valle quindi della prima tranche – spiegano da Eni – saranno avviate ulteriori fasi di acquisti destinate a completare il piano di buyback complessivo previsto”.

 

Azioni Eni: quotazioni vicine al supporto a 14,250, pronte per un rimbalzo

Le azioni Eni sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di venerdì (+0,89%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 14,516, per poi andare a chiudere sul finale non distante.

Dopo una configurazione di triplo minimo concretizzatasi tra gennaio e marzo scorsi in area 14,250 euro, l’azione si è mossa con una forte direzionalità rialzista e ha raggiunto un massimo di periodo sul livello 15,816 (12 aprile), a cui si è aggiunto un successivo picco a quota 15,760 (24 aprile).

Da quel momento, vista la presenza di un doppio massimo così ravvicinato, indicatore di una inversione di tendenza, Eni ha cominciato a scendere violentemente (pur con qualche sporadico rimbalzo) mantenendosi sempre al di sotto di una trendline discendente piuttosto inclinata tracciabile congiungendo i vari massimi decrescenti. Attualmente le quotazioni si stanno avvicinando al già citato supporto dei 14,250 euro, annullando tutti i guadagni degli ultimi quattro mesi, ma è probabile che possano tenere ancora favorendo un immediato rimbalzo, almeno di corto respiro, fino all’area 14,750.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 14,516 con target nell’intorno dei 14,750 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 14,380 con obiettivo molto vicino al livello 14,136. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio maggio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 40.


L’andamento di breve termine del titolo ENI

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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