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Azioni Eni: cosa fare in attesa della decisione su Enilive

Nell'immagine la vista dall'alto di una bioraffineria di Enilive, la controllata di Eni

Eni sarebbe pronta a dare a Mediobanca e JP Morgan l’incarico di sondare l’interesse degli investitori per Enilive, la società di bioraffinerie e mobilità del Cane a sei zampe. Lo scrive il Corriere della Sera, citando “più fonti” e segnalando il no comment di Eni. Secondo quanto ricostruito, le strade possibili sono due: da un lato, la quotazione in Borsa, dall’altro la vendita di una partecipazione di minoranza a un fondo specializzato che fornisca risorse e fissi una valutazione minima in vista di un successivo approdo a Piazza Affari. Dopo aver tentato il primo, Eni ha optato per il secondo percorso per la controllata delle rinnovabili, Plenitude. Secondo il Corriere, il valore di Enilive potrebbe essere simile a quello di Plenitude, valutata intorno ai 10 miliardi di euro, debito incluso, dal fondo EIP che è entrato con una quota del 9%.

 

Azioni Eni: le quotazioni raggiungono la resistenza sul livello 15,680

Le azioni Eni sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,64%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 15,686, per poi invertire drasticamente la rotta.

Dopo il massimo toccato lo scorso 2 gennaio sul livello 15,660, l’azione ha cominciato a scendere piuttosto violentemente ma riuscendo sempre a realizzare nel frattempo degli altrettanto veloci e frequenti rimbalzi. Tant’è che analizzando il grafico degli ultimi tre mesi è possibile evidenziare una ben nitida configurazione di “testa e spalle rovesciato”, indicante una tendenza rialzista del mercato nel medio/lungo periodo.

Positività che si è manifestata esplicitamente dalla fine di marzo in poi con un inaspettato rally (fino a quel momento c’era stata una forte decorrelazione con l’indice di riferimento Ftse MIB) che ha permesso di raggiungere ancora una volta i massimi di inizio anno. Ora, però, almeno nell’immediato, l’area nell’intorno dei 15,680 euro deve essere considerata una resistenza che molto probabilmente respingerà la corsa dei prezzi, considerando troppo ambiziosa la possibilità che venga superata al primo tentativo.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 15,686 con target nell’intorno dei 16,156 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 15,352 con obiettivo molto vicino al livello 14,892. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i corsi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 66.


L’andamento di breve termine del titolo ENI

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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