Azioni Eni: quali impatti in Borsa dopo accordo tra Plenitude e Stat?

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In una Piazza Affari che dopo un’apertura positiva vira in territorio negativo, le azioni Eni riescono a confermarsi sopra la parità, grazie alle notizie provenienti dalla controllata Plenitude.

Quest’ultima, operante sia nella vendita di luce e gas che nella produzione di energia da fonti rinnovabili, ha raggiunto un accordo per la realizzazione di nuovo impianto fotovoltaico da 890 kWp presso gli stabilimenti di Stat. Una volta operativo l’impianto alimenterà parte delle attività industriale dell’azienda piemontese, specializzata nella progettazione e produzione di componenti in lamiera stampata a freddo per il settore automotive.

Oltre alla fornitura di energia, è previsto un power purchase agreement on-site della durata di 15 anni che non prevede alcun investimento iniziale da parte del cliente. Lo stabilimento sarà interamente finanziato dalla stessa Plenitude, che si occuperà della progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione, garantendone l’operatività per l’intera durata del contratto.

L’accordo consentirà a Stat di disporre di energia rinnovabile a un prezzo fisso e predeterminato, prodotta dall’impianto posizionato sul tetto dell’edificio. Inoltre l’energia che eventualmente non dovesse essere utilizzata sarà immessa in rete.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Eni sulla Borsa italiana. Con volumi in contrazione se confrontati con le precedenti giornate, è una seduta in leggero rialzo, con le quotazioni nei pressi dei 23,20 euro. Dal punto di vista operativo, per dare seguito al trend di fondo ascendente le quotazioni dovrebbero portarsi oltre le prossime aree resistenziali situate sui 24 euro.

Con il superamento di questi livelli dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 24,25 euro, dove transita l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 25 euro, che rappresentano i massimi toccati dal titolo nel corso degli ultimi 15 anni. Lasciandosi alle spalle queste aree si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica, con prossimi obiettivi i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 18 anni.

Oltre tali aree le azioni Eni dovrebbero andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 22,10-22 euro, bottom degli ultimi 3 mesi, potrebbero essere lette come delle nuove occasioni di acquisto.

Al contrario la perdita dei sostegni appena menzionati farebbe proseguire la fase correttiva innescatasi nello scorso mese di marzo, con prossimi obiettivi i minimi degli ultimi 3 mesi in area 21,50 euro. La mancata tenuta di tali sostegni farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 21 euro e successivamente la soglia dei 20 euro.

Fondamentale sarà non perdere questi ultimi sostegni per evitare ulteriori ribassi prima in direzione dei 19,7-19,6 euro e successivamente verso i 18,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre dello scorso anno. La violazione di tali livelli andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio termine, con prossimi target i 17,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 4 mesi.

 

                                           

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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