Azioni Eni pronte a superare i 15 euro con il rafforzamento in Costa d’Avorio

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Con una Piazza Affari che guarda i massimi degli ultimi 19 anni, sorprende la debolezza delle azioni Eni,  con le quotazioni che nella giornata odierna viaggiano in leggero territorio negativo. Questo nonostante nelle ultime ore il cane a sei zampe abbia comunicato un nuovo contratto di esplorazione in Costa d’Avorio, rafforzando ulteriormente la sua presenza in un Paese che rappresenta uno snodo energetico strategico per l’Africa occidentale. Questa volta, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha firmato con il Ministero delle Miniere, del Petrolio e dell’Energia della Costa d’Avorio un contratto di esplorazione per il blocco offshore CI-707 che si estende su circa 2.926 chilometri quadrati nel bacino sedimentario ivoriano, a profondità marine comprese tra 1.000 e 3.000 metri.

Il programma di esplorazione prevede una durata massima di nove anni, con margini rilevanti per nuove scoperte. L’area interessata presenta una continuità geologica con il vicino blocco CI-205, dove nel marzo dello scorso anno l’azienda italiana aveva annunciato la scoperta di Calao, una delle più importanti presenti nell’Africa occidentale. La prossimità dei due blocchi offre opportunità strategiche per l’individuazione di nuove strutture e per sviluppi sinergici futuri.

Con il nuovo accordo arrivano a 11 i blocchi offshore in cui è presente la società, con una produzione di 62 mila barili giornalieri di petrolio e 75 milioni di piedi cubi di gas, destinati in gran parte a soddisfare la domanda energetica del Paese. L’obiettivo dichiarato di Eni è quello di raddoppiare i volumi nel corso dei prossimi anni, arrivando a circa 150 mila barili di olio e 200 milioni di piedi cubi di gas al giorno, con l’avvio della terza fase di sviluppo dei giacimenti già scoperti. 

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Eni sulla Borsa italiana. Con volumi in decisa contrazione rispetto alle ultime sedute, è una giornata contrassegnata da debolezza per il titolo Eni con i prezzi che fanno fatica a mettere sotto pressione le resistenze poste sui 15 euro.  Dal punto di vista operativo, sarà solo con una conferma oltre questi livelli che si avrebbe una ripresa del trend ascendente prima verso i 15,20 euro e a seguire i top di periodo in area 15,40 euro.

Oltre questi livelli il titolo dovrebbe dirigersi verso i massimi degli ultimi 6 anni situati sulla soglia dei 16 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 7 anni situati sui 16,75-16,80 euro. Il superamento di tali aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti fin verso i 17,50 euro, aree che il titolo non tocca da 10 anni.

Al contrario, un ritorno delle quotazioni sotto i 14,50 euro, minimi degli ultimi due mesi e dove transita l’indicatore daily del Supertrend, dovrebbe aprire la strada a una fase discendente più marcata che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni ribassiste. In questo caso si avrebbe un primissimo target sui 14 euro e successivamente i 13,70 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Nel caso in cui anche questi supporti non dovessero arrestare la spinta ribassista, si assisterebbe a una continuazione della discesa verso i 13 euro e a seguire i 12,50-12,40 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite in direzione degli 11,66 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 14 aprile, con target intermedi situati sulla soglia dei 12 euro.          

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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