Al netto dello stacco del dividendo di 0,25 euro è un inizio di settimana all’insegna della cautela per le azioni Eni, con le quotazioni che transitano in area 13,85 euro. A sostenere il sentiment odierno è il perfezionamento dell’accordo della società con Energy Infrastructure Partners che sale al 10% di Plenitude, attraverso un aumento di capitale di quasi 209 milioni di euro. L’investimento totale è di quasi 800 milioni di euro, comprensivo dei 588 milioni di euro già versati dal Fondo svizzero nello scorso mese di marzo. L’operazione riconosce a Plenitude un equity value di quasi 8 miliardi di euro e un enterprise value superiore ai 10 miliardi di euro.
L’accordo conferma l’efficacia del modello distintivo di business integrato di Plenitude, presente in 15 nazioni del mondo, e rafforza la struttura finanziaria del gruppo, garantendo da una parte ulteriori risorse alla strategia di crescita e dall’altro assicurando alla società guidata da Claudio Descalzi il consolidamento e il controllo dell’azienda. Inoltre, l’intesa con EIP rappresenta una tappa significativa dell’attuazione del modello satellitare di Eni, offrendo alla società un rinnovato impulso a proseguire il percorso di crescita verso la transizione energetica.
L’interesse su Plenitude non si ferma comunque all’ingresso di EIP, in quanto altri fondi, nelle ultime settimane, avrebbero bussato alla porta di Eni per accaparrarsi una fetta della controllata. Tra questi troviamo Apollo Capital Management, il fondo di private equity norvegese HitecVision e quello con sede a Londra, Trilantic Europe.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Eni in Borsa italiana. Con volumi in discesa rispetto alle sedute precedenti, è un inizio di ottava all’insegna della cautela, con i prezzi che scambiano in area 13,85 euro. Con un’impostazione di medio periodo che rimane confermata al ribasso, fondamentale sarà la tenta dei 13,80-13,75 euro, per evitare una continuazione delle vendite in direzione dei 13,5 euro che rappresentano i minimi dell’anno in corso. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi sostegni si avrebbe un deciso indebolimento del quadro grafico, con possibili nuove discese prima verso i 13,30 euro e in seguito in direzione dei minimi degli ultimi 16 mesi situati sui 13 euro.
Al contrario, sarà solo con il superamento dei 14,45-14,55 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi due mesi e nelle cui vicinanze troviamo sia la media mobile a 200 giorni che l’indicatore daily del Supertrend, che si avrebbe un primo segnale di forza, con un obiettivo situato sui 14,75 euro e a seguire sui 14,85-14,90 euro. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe una continuazione degli acquisti in direzione dei 15 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 16 maggio, e di seguito verso i 15,25 euro. Sarà solo superando queste ultime aree resistenziali che aumenterebbero per l’azione le chance di tornare a mettere sotto pressione i massimi annuali posti sui 15,80 euro, con target intermedi sui 15,45-15,50 euro.
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