I dazi reciproci comunicati nella serata di ieri da Donald Trump travolgono i mercati azionari e le azioni Eni non fanno eccezione. A metà giornata accumulano un ribasso di quasi il 3%, con le quotazioni che tornano sotto la soglia dei 14 euro. Sull’andamento odierno poco impatto hanno le nuove notizie su Plenitude, la controllata del cane a sei zampe su cui non si arrestano le manifestazioni di interesse da parte dei fondi di investimento.
Dopo aver registrato, qualche giorno fa, la salita di EIP al 10% del capitale dell’azienda che si occupa dello sviluppo delle rinnovabili e della distribuzione di energia a oltre 10 milioni di clienti, nelle ultime ore Eni starebbe trattando con altre società di investimento. Con una valutazione di Plenitude compresa tra i 12-13 miliardi di euro, debito compreso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi valuterebbe la cessione fino al 15% del capitale con i fondi a stelle e strisce Apollo Global Management, Ares Management e Stonepak, le cui offerte potrebbero arrivare entro la fine del mese in corso.
La valutazione di Plenitude è cresciuta nel corso degli ultimi 24 mesi di quasi il 30% e lo sbarco in Borsa potrebbe arrivare il prossimo anno. Prosegue quindi la strategia di valorizzazione degli asset di Eni. L’obiettivo finale è quello di far emergere il valore delle attività non legate agli idrocarburi e raccogliere le risorse utili per il loro sviluppo.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo le azioni Eni a queste notizie. È una giornata in deciso territorio ribassista, con volumi che a fine seduta dovrebbero essere superiori alla media giornaliera mensile e perdita dell’importante soglia supportiva dei 14 euro. Dal punto di vista operativo, il mancato recupero di questi livelli, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 13,65-13,60 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 13,5 euro.
La violazione di questi sostegni dovrebbe far proseguire il trend ribassista con target i 13,30 euro, minimi dell’ultimo mese, e in seguito i 13,092 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 2 gennaio. Fondamentale diventerebbe a quel punto non perdere tali soglie, per evitare un ritorno delle azioni Eni in direzione dei minimi dello scorso anno in area 12,30 euro, con target intermedi sui 12,75 euro.
Al contrario, sarà solo con il ritorno dei corsi sopra i 14,45-14,50 euro, massimi dell’anno in corso, che le azioni Eni andrebbero a riattivare il trend ascendente innescatosi lo scorso mese di dicembre. In questo caso dovremmo avere un primo target sui 14,65-14,70 euro e successivamente la soglia dei 15 euro, che rappresentano i top degli ultimi 9 mesi e dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto il 16 maggio dello scorso anno.
Nel caso in cui le azioni riuscissero a lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica di fondo, con target i 15,50 euro e in seguito i top degli ultimi anni situati nei pressi dei 15,80 euro.
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