Azioni Exor: cosa fare dopo il calo delle partecipazioni dell’8,1%?

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Exor ha concluso l’esercizio 2025 con un valore netto degli attivi pari a 33,2 miliardi di euro, in calo dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una performance influenzata dalle difficoltà delle principali partecipate (Stellantis e Ferrari in primis), in parte compensate dall’impatto positivo della società Lingotto, nonché dal contributo della vendita di Iveco e delle società non quotate (compreso il gruppo editoriale Gedi) e, infine, dal programma di riacquisto di azioni proprie. Ai soci verrà proposto un dividendo pari a 0,49 euro per azione, per circa 100 milioni di euro.

John Elkann, amministratore delegato della società, nella conference call con gli analisti finanziari tenutasi dieci giorni fa (vedi articolo precedente) ha dichiarato che “il 2025 è stato un anno difficile, ma ora siamo più resilienti. Siamo preparati ad affrontare il 2026″, altrettanto “difficile”. Il motivo: “Abbiamo meno società nel nostro portafoglio. Vogliamo focalizzarci soprattutto su quelle grandi, dove riteniamo che ci sia più valore. Siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione”. Inoltre, “avere ancora quasi 4 miliardi di euro di liquidità ci mette comunque in una situazione forte. In questo clima di di incertezza siamo molto solidi”, ha concluso il manager.

 

Azioni Exor, le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 71

Quotate sul mercato Euronext della Borsa di Amsterdam, le azioni Exor sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-2%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 65,60, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 66.

In seguito al massimo relativo battuto lo scorso 25 febbraio sul livello 75,30, i titoli Exor hanno drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente e senza mai effettuare fisiologici recuperi periodici degni di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 59,75 (24 marzo).

Da quel momento i corsi hanno reagito con un pronto rimbalzo che ha buone probabilità di accelerare anche nelle prossime giornate, grazie alla presenza di una configurazione a V di stampo rialzista in corso di formazione. Il primo obiettivo individuabile, oramai vicino, si trova a quota 69,30, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily, mentre quello successivo, più ambizioso, è collocabile in area 71 euro.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 68,35 con target nell’intorno dei 71 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 65,60 con obiettivo molto vicino al livello 63,10. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti proprio ieri. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 46.


L’andamento di breve termine delle azioni EXOR

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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