Ferrari: il Suv Purosangue è sold-out ma il titolo è pronto al rally?
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Ferrari: il Suv Purosangue è sold-out ma il titolo è pronto al rally?

Ferrari: il Suv Purosangue è sold-out ma il titolo è pronto al rally?

In una seduta volatile e debole a Piazza Affari si mette in luce il titolo Ferrari che sfrutta le buone news in arrivo dal suo Suv Purosangue. Presentato nella giornata di ieri con i suoi 725 CV e un motore V12, arriva sul mercato dopo 48 mesi di sviluppo e potrebbe rappresentare un game changer nel settore della auto di lusso. Infatti con le sue prestazioni, proporzioni e innovazioni il Ferrari Purosangue non ha di fatto competitors e potrebbe rappresentare un punto di svolta per il cavallino rampante, in un segmento mai esplorato fino ad ora dalla casa automobilistica.

Il prezzo di listino parte dai 390 mila euro per arrivare, tra personalizzazioni e alcuni optional, a quasi 450 mila euro. Ma il prezzo alto non ha di certo dissuaso i clienti, che hanno scoperto la vettura solo ieri, con gli ordini che secondo alcuni rumors sarebbero a livello record. Le prime consegne dovrebbero arrivare nel 2023 per concludersi nel 2026-2027. Ricordiamo che Ferrari produrrà solo 12 mila auto l’anno e il modello Purosangue rappresenterà il 20% della propria produzione.

 

Azioni Ferrari: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come l’azione Ferrari sta rispondendo dopo queste notizie. Nonostante le vendite che hanno contrassegnato la seduta di ieri, il trend di breve sul titolo Ferrari rimane impostato al rialzo con le quotazioni che in queste ore stanno tornando a testare la soglia psicologica dei 200 euro. Nel caso in cui queste aree dovessero essere superate, i prezzi potrebbero spingersi in direzione del 205 euro, dove transita non solo l’indicatore del Supertrend daily ma anche la trendline ribassista che parte dai top di agosto 2022. Fondamentale sarà il break di questi livelli, che andrebbe a rafforzare la struttura grafica del titolo con possibili allunghi fin verso i 221 euro, dove verrebbe chiuso il gap ribassista lasciato aperto il 14 gennaio 2022. Al contrario discese sotto l’area dei 190 euro, farebbero riprendere quella fase correttiva partita nella seconda metà del mese passato con primi target situati nei pressi dei 180 euro. Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere rotti, aumenterebbero per l’azione le chance di un ritorno sui minimi di periodo posti sui 165 euro.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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