Inizia a prendere forma il polo della subacquea di Fincantieri ovvero la nuova area di business del colosso della cantieristica che l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero sta costruendo intorno alla piattaforma ingegneristica Remazel, all’ex Wass (sonar e siluri) e agli accordi con Leonardo, Saipem e Cabi Cattaneo.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Fincantieri ha mantenuto come amministratore delegato di Wass Submarine System (la divisione di Leonardo appena acquistata) Andrea Adorni e ha individuato come consiglieri Gabriele Cafaro, Sabrina Saguineti e Alessandra Battaglia.
La struttura, presentata la scorsa settimana in un meeting organizzato a Livorno, lavorerà a stretto contatto con il responsabile business development di Fincantieri Claudio Cisilino, con il capo della divisione navi militari Dario Deste e con l’ammiraglio della Marina Matteo Bisceglia, che come consulente gestisce il programma navale sottomarino di Fincantieri.
Intanto, al forum imprenditoriale Italia-Emirati, il big della cantieristica e la Edge di Abu Dhabi hanno esteso la collaborazione nella joint venture Maestral alla produzione di infrastrutture per la sicurezza sottomarina.
Fincantieri ha stimato che entro il 2030 il mercato dell’underwater varrà 400 miliardi di di ricavi. Da segnalare infine che, dopo Intesa Sanpaolo ed Equita, anche gli analisti di Bnp Paribas hanno confermato il giudizio positivo sul titolo Fincantieri.
Azioni Fincantieri: quotazioni al massimo di periodo a 9,846
Le azioni Fincantieri sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di venerdì (-3,22%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 9,380, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 9,426.
Dopo una prolungata fase di lateralità manifestatasi dall’inizio di gennaio alla metà di febbraio, compresa tra i livelli 7 e 8 euro, l’azione ha innescato un vero e proprio rally rialzista che ha arrestato la propria corsa solo in prossimità della resistenza presente a quota 9,846 (27 febbraio).
Nelle ultime due settimane, in particolare, Fincantieri ha corso probabilmente troppo, al di sopra di una trendline ascendente eccessivamente inclinata, e per questo motivo i corsi necessitano di un fisiologico ritracciamento, da interpretarsi come normali prese di beneficio degli ottimi guadagni finora ottenuti.
Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi un’ulteriore accelerazione ribassista che riporti le quotazioni fin verso il primo supporto individuabile in area 8,500, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily. Solo successivamente si potrà nuovamente entrare sul mercato essendo diventato il titolo una buona occasione di acquisto a prezzi più convenienti.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 9,766 con target nell’intorno dei 10,058 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 9,380 con obiettivo molto vicino al livello 9,098. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi delle azioni Fincantieri stazionare ancora al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti a inizio febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 73.

L’andamento di breve termine delle azioni Fincantieri









