A Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna dell’euforia per le azioni Fincantieri, con le quotazioni che si spingono sui massimi dell’ultimo mese. A sostenere in queste ore il sentiment degli operatori sono i 4 accordi comunicati dal gruppo cantieristico prima dell’apertura delle contrattazioni.
Con l’acquisto di Next Geoslutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, Fincantieri andrà a rafforzare in modo significativo il proprio posizionamento nel segmento underwater, che diventerà sempre più centrale per la sicurezza, l’energia e lo sviluppo delle infrastrutture critiche.
NextGeosolutions svolge studi, rilievi e indagini geofisiche, geotecniche, oceanografiche, idrografiche e ambientali, prevalentemente in ambiente marino, indispensabili per progettare e installare cavi sottomarini, condotte, piattaforme energetiche e altre infrastrutture offshore. Tra i suoi clienti troviamo Prysmian,Saipem, Terna, Eni, National Grid, la tedesca Rwe e Chevron.
Wsense, Graal Tech e Defcomm sono scale up high tech italiane specializzate rispettivamente nel campo delle comunicazioni subacquee e dell’internet of underwater things, nei droni autonomi subacquei e nei droni autonomi di superfice.
Le quattro società entreranno a far parte del polo della subacquea di Fincantieri che avrà il compito di coordinare lo sviluppo di sinergie di prodotto e di mercato, anche tramite soluzioni integrate per la subacquea non convenzionale. Il polo evolverà in un operatore internazionale composto da 8 aziende leader nei rispettivi settori di attività e fortemente integrate verticalmente che, lavorando in maniera sinergica, porteranno una forte cross-contaminazione all’interno del gruppo.
Grazie alle operazioni odierne il segmento underwater, che al momento incide per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del gruppo, dovrebbe spingere i ricavi pro-forma 2026 a superare gli 1,1 miliardi di euro, mentre l’ebitda dovrebbe attestarsi a 220 milioni di euro, anticipando di 4 anni l’obiettivo di ricavi e margine operativo lordo (ebitda) underwater previsti al 2030 nel Piano Industriale 2026-2030.
Inoltre le nuove acquisizioni, che consentiranno a Fincantieri di rafforzare le proprie capacità per dar vita a un campione interazionale, contribuiranno all’utile di gruppo per oltre 60 milioni di euro. Nell’anno in corso l’ebtida dovrebbe aumentare del 13%, mentre l’utile netto balzare del 40%. Nel 2028 i ricavi dovrebbero essere pari a 1,4 miliardi di euro per attestarsi a 1,8 miliardi di euro alla fine del Piano industriale nel 2030.
Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese nel breve e medio termine per le azioni Fincantieri sulla Borsa italiana. Con volumi che a fine seduta dovrebbero essere superiori 5 volte la media giornaliera mensile, è una giornata all’insegna del rally per il titolo che, con un guadagno di oltre il 10%, si spinge oltre i 12 euro.
Se nel lungo e medio periodo il trend rimane sempre al ribasso, nel breve termine la tenuta degli 11,70 euro, massimi dell’ultimo mese, dovrebbero far proseguire il recupero in direzione dei 12,30 euro e a seguire i 12,50 euro. Con il superamento di tali aree si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target la soglia dei 13 euro.
Nel caso in cui tali resistenze dovessero essere messe alle spalle, le azioni dovrebbero continuare il loro recupero verso i 13,5 euro e a seguire in direzione dei top degli ultimi 34 mesi in area 14,20-14,30 euro. Sopra queste aree si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di medio termine, con prossimi obiettivi situati sui 15 euro e a seguire i 16,16 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 febbraio.
Al contrario, il ritorno delle quotazioni sotto gli 11,70 euro aumenterebbe le possibilità di una nuova fase ribassista. Il primo obiettivo sarebbe posto sugli 11,15 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto nella seduta odierna, e in seguito i 10,6-10,5 euro. La perdita di tali sostegni dovrebbe far proseguire le vendite verso la soglia dei 10 euro, e a seguire i 9,5 euro che rappresenta il bottom degli ultimi 14 mesi.L’eventuale violazione di tali aree andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, con possibili test sui 9,20 euro. La mancata tenuta di questi ultimi livelli dovrebbe far proseguire le vendite verso gli 8,80-8,7 euro e a seguire i minimi degli ultimi 15 mesi in area 7,9-7,80 euro.
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