In una Piazza Affari che torna a indebolirsi sulle rinnovate tensioni tra Usa e Iran, le azioni Fincantieri non si arrendono alle vendite e transitano in leggero territorio positivo. A sostenere il sentiment odierno è il memorandum d’intesa che Fincantieri ha firmato con il gruppo giapponese Teijin, per lo sviluppo di paratie non strutturali in materiali compositi destinate a unità navali.
L’accordo prevede che Teijin Automotive Technologies, controllata europea di Teijin, guidi le attività di ingegneria e industrializzazione con il supporto del gruppo italiano. L’iniziativa mira a introdurre nel settore navale soluzioni innovative in materiali compositi, con particolare attenzione alla riduzione dei pesi e all’integrazione funzionale, in risposta ai più elevati requisiti operativi e di sicurezza richiesti per le unità navali.
Le paratie utilizzeranno un materiale brevettato dalla pmi italiana Aeronautical Service, già certificato come “non combustibile”, requisito essenziale per l’impiego a bordo delle navi. Fincantieri già collabora con Aeronautical Service, Pmi italiana specializzata in soluzioni aerospaziali avanzate, nell’ambito delle attività volte a favorire l’adozione su larga scala di compositi a base di carbonio e tecnologie all’avanguardia, sia nella cantieristica civile sia in quella militare.
Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come stanno reagendo dopo queste notizie le azioni Fincantieri sulla Borsa italiana. Con volumi in diminuzione rispetto alle precedenti sedute è una giornata in leggero rialzo, con un guadagno dello 0,5% sugli 11,62 euro. Con un’impostazione che su tutti i time frame rimane confermata al ribasso, sarà solo con il superamento delle prime aree resistenziali situate sui 12,15-12,20 euro che si avrebbe un primo segnale di forza.
Il superamento di questi livelli dovrebbe far proseguire il recupero con un primo obiettivo sui 12,65-12,70 euro, dove abbiamo l’indicatore daily del Supertrend, e a seguire la soglia dei 13 euro. Nel caso in cui tali aree dovessero essere messi alle spalle, il titolo dovrebbe andare a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi due mesi sui 13,60 euro. Oltre queste aree da una parte si assisterebbe a un alleggerimento della pressione ribassista e dall’altra si aprirebbero le basi per nuovi apprezzamenti. I prossimi obiettivi sarebbero situati sui 15 euro e a seguire i 16,16 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 febbraio.
Al contrario il mancato superamento dei 12,20 euro, verrebbe letto negativamente dal mercato aprendo la strada a nuovi ribassi. In questo caso i prossimi obiettivi sono situati sugli 11,5 euro e a seguire i minimi di maggio 2025 situati in area 11,35-11,30 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico. I prossimi target ribassisti sarebbero posti sul bottom annuale in area 10 euro.
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