In uno scenario macro-economico difficile Fineco chiude il primo semestre dell’anno in corso con numeri in crescita in tutte le aree del suo business. Nello specifico l’utile netto si porta dai 179 milioni di euro di 12 mesi prima agli attuali 222,5 milioni di euro, mentre i ricavi passano dai 394 milioni di euro, che si erano registrati nel periodo gennaio-giugno 2021, ai 464, 3 milioni di fine giugno 2022. Questi risultati sono stati possibili grazie in particolar modo al settore investing, che nel periodo preso sotto esame è cresciuto del 22%. In questo contesto risulta solida la posizione di capitale con un Cet1 che si attesta al 19,14% e che si confronta con il 19,31% di fine marzo 2022 e con il 18,8% di fine 2021.
Per quanto riguarda le masse gestite da Fineco Asset Management sono pari a 24,5 miliardi di euro, mentre nei primi 6 mesi dell’anno è proseguita l’acquisizione di nuovi clienti che hanno superato le 48.000 unità. Sul fronte dei temi ESG, va infine evidenziato come il consiglio di amministrazione della società ha approvato l’impegno a raggiungere lo stato di Net-Zero emissions entro il 2050, relativo alle emissioni sia finanziarie che operative.
Azioni Fineco: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a vedere come sta reagendo l’azione dopo queste notizie. E’ una fase interessante e da monitorare quella attuale sul titolo Fineco, con i prezzi che stanno proseguendo il recupero delle ultime giornate andando a testare le prime resistenze di breve situate in area 12,20 euro. Infatti l’eventuale break di questi livelli andrebbe a rafforzare il movimento in atto, aprendo di conseguenza la strada ad una prosecuzione del recupero verso i 12,50-12,60 e a seguire la soglia dei 13 euro.
Al contrario il mancato superamento dei 12,20 euro verrebbe letto negativamente dal mercato, con l’azione che a quel punto potrebbe andare incontro a nuove vendite che avrebbero un primo target sugli 11,60 euro e a seguire l’area degli 11 euro, dove transita l’indicatore del supertrend daily. Nel caso in cui anche questi livelli supportivi dovessero essere rotti, aumenterebbero la possibilità di rivedere le quotazioni sui minimi degli ultimi 2 anni situati sui 10,15-10,20 euro.









