Ford ha concluso l’esercizio 2025 con la peggiore perdita dai tempi della crisi finanziaria del 2008. Nel quarto trimestre, in particolare, la perdita si è attestata a 11,1 miliardi di dollari, trascinata dalla voragine del comparto elettrico e da una problematica nella fornitura di alluminio che ha colpito la produzione dei pick-up F-Series.
I ricavi trimestrali sono scesi del 5% a 45 miliardi di dollari, mentre il reddito operativo si è dimezzato, fermandosi a 1 miliardo di dollari. Su base annua, la casa di Detroit ha chiuso con una perdita di 8,2 miliardi di dollari, appesantita dalle svalutazioni legate ai veicoli elettrici e da 2 miliardi di dollari relativi ai dazi imposti.
Nonostante il rosso, Ford ha registrato ricavi record per l’intero anno, pari a 187,3 miliardi di dollari (+1%). L’utile operativo è però sceso del 34% a 6,8 miliardi di dollari, con conseguenze dirette anche sui lavoratori rappresentati dalla United Auto Workers, che riceveranno premi di partecipazione agli utili inferiori rispetto al 2024.
L’amministratore delegato Jim Farley ha parlato di un anno “forte in un contesto volatile”, sottolineando i progressi nella riduzione dei costi e nel miglioramento della qualità. L’obiettivo dichiarato resta un ebit margin dell’8% entro il 2029.
Azioni Ford: le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 12,87
Quotate sul mercato statunitense Nyse, le azioni Ford sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche a causa della performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,51%). Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday) le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 13,95, per poi perdere nuovamente terreno sul finale chiudendo a quota 13,78 dollari.
Successivamente al minimo relativo battuto lo scorso 9 aprile sul livello 8,44, i titoli Ford hanno sensibilmente modificato la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, pur effettuando fisiologici ritracciamenti periodici, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 14,50 (8 gennaio).
Dopo essere saliti molto e probabilmente da troppo tempo, da quel momento i corsi stanno subendo un lieve storno che ha buone probabilità di accelerare al ribasso anche nelle prossime sedute, con l’obiettivo di raggiungere presto il primo supporto individuabile a quota 12,87, corrispondente al minimo del 2 dicembre. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente a mercato essendo Ford ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 13,95 con target nell’intorno dei 14,50 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 13,69 con obiettivo molto vicino al livello 12,87. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi da metà gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 51.

L’andamento di breve termine delle azioni FORD









