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Azioni Ford: stop a costruzione impianto batterie, quali effetti?

La Ford Explorer All Electric su una strada di montagna

La seduta odierna a Wall Street vedrà sotto osservazione le azioni Ford dopo che nella serata di ieri la società ha comunicato di aver sospeso la costruzione di un impianto di batterie da 3,5 miliardi di dollari in Michigan, a causa delle preoccupazioni sulla gestione dell’impianto in modo competitivo. L’annuncio è arrivato in un momento in cui l’azienda, guidata da Jim Ferley, ha aumentato la sua offerta al sindacato United Auto Workers nelle trattative contrattuali che potrebbero porre fine allo sciopero nel settore automotive in corso da alcune settimane.

Lo stop alla costruzione dell’impianto rappresenta una battuta d’arresto di un progetto per cui le autorità locali del Michigan hanno stanziato centinaia di milioni di dollari e previsto una serie di agevolazioni fiscali per un totale di oltre un miliardo di incentivi. La fabbrica, realizzata in collaborazione con uno dei fiori all’occhiello cinese delle batterie elettriche, Contemporary Amperex Technology, la cui presenza è finita nel mirino della politica statunitense, dovrebbe essere operativa nel 2026, dare lavoro a quasi 2.500 persone e produrre 35 GWh di batterie al litio-ferro-fosfato. In questo contesto va ricordato che nei mesi passati Ford ha previsto una perdita di 4,5 miliardi di dollari nell’anno in corso per la sua unità di veicoli elettrici,  il 50% in più rispetto a quanto era stato previsto all’inizio del 2023.

 

Azioni Ford: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere, grazie all’analisi tecnica, quali potrebbero essere le attese sulle azioni Ford nel breve e medio termine. Dopo il rimbalzo di ieri con la formazione di un “bullish engulfing“, classico pattern di inversione rialzista, le attese per la giornata odierna sul titolo Ford sono di un’apertura all’insegna della cautela, con i prezzi che potrebbero spingersi in direzione dei top della scorsa settimana situati sui 12,75-12,80 dollari.

Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che quella a 200 sedute, andrebbe a rafforzare il trend ascendente innescatosi dai minimi dello scorso mese di agosto in area 11,70 dollari. Nel caso in cui si realizzasse questa view, l’azione potrebbe accelerare al rialzo prima in direzione dei 13 dollari e a seguire verso i 13,50 dollari. Nel caso in cui anche queste resistenze dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un miglioramento del quadro grafico con possibili estensione dei guadagni fin verso la soglia dei 14 dollari.

Al contrario, la perdita dei 40 dollari, dove transita l’indicatore daily del Supertrend, aprirebbe le porte a nuove vendite con primi obiettivi ribassisti i minimi dello scorso mese di agosto situati sugli 11,75-11,80 dollari. Nel caso in cui i corsi dovessero perdere questi ultimi sostegni si aprirebbero le porte per tornare a mettere sotto pressione i minimi del 2022 situati in area 10,60 dollari, con target intermedi posti sulla soglia degli 11 euro.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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