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Azioni General Motors: rally in corso con aumento dividendo e buyback

Il cartello all'ingresso di un impianto di assemblaggio di General Motors

A Wall Street dopo il rally di ieri le azioni General Motors rimarranno sotto la lente degli investitori, dopo le notizie comunicate dal gruppo automobilistico 24 ore fa. Il colosso di Detroit non solo ha ripristinato la guidance per l’intero anno, ma ha anche annunciato sia l’aumento del dividendo che il riacquisto di azioni proprie. Ricordiamo che l’azienda guidata da Mary Barra, dopo aver alzato due volte la sua guidance sugli utili per l’anno in corso l’aveva ritirata nel terzo trimestre a causa dell’incertezza legata agli scioperi dei lavoratori. L’impatto di questi ultimi è stato valutato nell’ordine degli 1,1 miliardi di dollari per quanto riguarda l’utile rettificato prima degli interessi.

Nel dettaglio, il General Motors ora prevede un risultato operativo rettificato per il 2023 compreso tra 11,7 e 12,7 miliardi di dollari rispetto alla precedente previsione di 12-14 miliardi di dollari, con un utile per azione rettificato tra i 7,20 e i 7,70 dollari rispetto alla precedente previsione posta nel range 7,15-8,15 dollari. Ricordiamo che il consensus per l’anno fiscale 2023 era posto a 7,35 dollari. Inoltre, a partire dal prossimo anno General Motors alzerà il dividendo del 33% a 0,12 dollari per azione dai precedenti 0,09 dollari e allo stesso tempo darà il via a un importante piano di buyback del valore di 10 miliardi di dollari che dovrebbe concludersi negli ultimi mesi del prossimo anno.

 

Azioni General Motors: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere cosa attendersi dalle azioni General Motors quotate a Wall Street per le prossime sedute. Dopo il rally di ieri che le ha spinte a guadagnare quasi il 10%, con volumi superiore di 4 volte alla media giornaliera mensile e prezzi tornati oltre i 31,50 dollari, le attese odierne sono per una continuazione degli acquisti che dovrebbero spingere i corsi in direzione delle prossime resistenze situate sui 33,5-33,6 dollari. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere superate dovremmo aspettarci ulteriori apprezzamenti fin verso i massimi dello scorso mese di settembre situati sulla soglia dei 34 dollari, nei cui pressi troviamo la media mobile di lungo periodo.

Al contrario, una discesa delle quotazioni sotto l’area dei 30 dollari, ex massimi del mese in corso, riaprirebbe le porte a nuove vendite con primi obiettivi i 28,99 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto nella seduta di ieri, e successivamente i 27,5 euro. Nel caso in cui tali sostegni dovessero essere violati, aumenterebbero le possibilità di un ritorno sui minimi annuali in area 26,30 dollari. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di questi supporti a evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico con possibile ritorno sui minimi degli ultimi 41 mesi situati sui 23-23,5 dollari.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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