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Azioni Glencore: sell-off dopo i dati del 2023, quali i prossimi target?

Azioni Glencore: sell-off dopo i dati del 2023. Quali i prossimi target?

Alla Borsa di Londra si registrano nuovi minimi di periodo per le azioni Glencore, che paga i dati del 2023 comunicati dal colosso anglo-svizzero specializzato nella produzione e distribuzione di metalli, minerali e prodotti petroliferi. Nello specifico l’anno passato si è chiuso con un utile in deciso calo a 4,3 miliardi di dollari, che si confronta con i 17,3 miliardi di dollari che si erano avuti nel 2022. Su questi numeri impatta il riequilibrio e la normalizzazione dei flussi commerciali internazionali, che ha portato ad un calo dei prezzi. Nel corso dei 12 mesi il fatturato è sceso del 15% attestandosi a 272 miliardi di dollari, mentre l’Ebitda si è contratta del 50% a 17,1 miliardi, con un Ebit sceso del 61% a 10,4 miliardi.

Nel dettaglio l’Ebitda rettificato dei metalli è sceso del 41% a 5,4 miliardi di dollari, in scia sia ai prezzi più bassi del cobalto, del nichel e dello zinco che della riduzione dei volumi, mentre i guadagni del settore energetico sono crollati del 55% a 8,5 miliardi di dollari, soprattutto a causa dei prezzi più bassi segnati dal carbone. In questo contesto l’utile per azione passa dagli 1,33 dollari agli attuali 0,34 dollari, segnando un calo del 74%. In scia a questi numeri che hanno deluso gli investitori, il Gruppo ha deciso di tagliare il dividendo dagli 0,56 dollari di un anno fa agli attuali 0,13 dollari.

 

Azioni Glencore: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione dopo queste notizie. La delusione arrivata dai dati del 2023 stanno spingendo al ribasso le quotazioni del titolo Glencore, che sulla Borsa di Londra scendono sui minimi di periodo sotto gli ex  supporti situati sui 385 pence. Nel breve periodo il mancato recupero di questi livelli dovrebbe far proseguire l’ultima fase correttiva, innescatasi lo scorso mese di dicembre dai 480 pence, in direzione delle 350-345 pence e successivamente in direzione dei minimi del settembre 2021 in area 300 pence. Nel caso si realizzasse questa view, fondamentale diventerebbe la tenuta di questi supporti per evitare ulteriori affondi fin verso i 280 pence.

Al contrario solo con il ritorno oltre i 385 pence che l’azione porrebbe le basi per un rimbalzo, che avrebbe come primo obiettivo l’area dei 400-405 pence, i quali rappresentano i massimi della passata settimana. Dal punto di vista operativo il superamento di tali aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti verso i prossimi target situati sui 430 pence. Nel caso in cui quest’ultimi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, aumenterebbe le chance prima di andare a chiudere il gap ribassista lasciato aperto lo scorso 17 gennaio in area 435-436 pence e successivamente spingersi in direzione dei 455-460 pence.

 

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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