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Azioni globali: per Amundi sono sopravvalutate del 20%

Azioni globali: per Amundi sono sopravvalutate del 20%

Amundi lancia un monito agli investitori: le azioni globali sono sopravvalutate del 20%. Il più grande asset manager europeo ritiene che il mercato sia eccessivamente ottimista in questo momento sull’eventualità che l’inflazione scenda in maniera molto rapida e, di conseguenza, sui grandi titoli tecnologici.

I Magnifici Sette (Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla) sono stati i principali beneficiari del grande rally iniziato a gennaio 2023, che ad oggi ha portato l’indice S&P 500 a guadagnare il 28,74% e lo Stoxx 600 a salire del 13,84%. Le aspettative del taglio dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali e il boom dell’intelligenza artificiale sono stati i principali driver sul mercato per le azioni tecnologiche.

Amundi sottolinea come le azioni  Big Tech citate siano scambiate con un premio di circa il 60% rispetto all’MSCI per i mercati sviluppati. Questo le rende eccessivamente costose e passibili di un grande sell-off. Vincent Mortier, direttore degli investimenti di Amundi SA, preferisce rimanerne a distanza anche se questo significa rinunciare a buoni rendimenti nel breve termine. “È doloroso, ma dobbiamo mantenere questa posizione per raccogliere i frutti in seguito” ha detto.

 

Azioni globali: Amundi, ecco cosa scatenerà il crollo 

Amundi fa un paragone con quanto successe all’inizio del millennio con lo scoppio della bolla dot-com. Allora si credeva che aziende come AOL e Yahoo avrebbero dominato il settore Internet negli anni a venire, ma poi sono state eclissate da attori nati in un secondo momento come Alphabet. Mortier ritiene che una cosa simile stia accadendo ora con Nvidia, che gli investitori pensano regnerà sovrana nel campo dei chip legati all’intelligenza artificiale.

C’è da dire, tuttavia, che oggi le grandi aziende tecnologiche sfornano utili robusti che supportano almeno in parte le elevate valutazioni di mercato, a differenza di quanto avveniva circa un quarto di secolo fa.

Ma allora cosa potrà innescare la miccia per un calo generalizzato delle azioni? A giudizio di Mortier, “ciò che farà atterrare i mercati è una combinazione di cattive notizie su inflazione, Banche centrali che di conseguenza diventeranno più ambigue, crescita economica che si incrinerà e risultati degli utili che verranno messi in discussione. Nel breve termine, gli investitori acquisteranno sui cali per rafforzare le loro posizioni – ha aggiunto il direttore degli investimenti – mentre dopo alcuni mesi ci sarà una vera correzione. Non si possono continuare a pagare 21 volte i risultati dell’anno prossimo sull’S&P 500”.

 

Dove investire?

Il responsabile degli investimenti di Amundi è convinto che la situazione attuale assomigli un po’ anche a quella del 2007 sul fronte delle sofferenze nel settore immobiliare commerciale statunitense. Ciò è dimostrato dall’aumento considerevole degli accantonamenti per perdite su crediti da parte della banca regionale New York Community Bancorp. “I rischi per l’economia che ne derivano ancora non si sono riflessi nei prezzi delle azioni”, ha detto Mortier.

Quindi, dove investire? Il manager preferisce le azioni dei mercati emergenti come il Vietnam e l’India. Inoltre guarda con attenzione ad aziende con dividendi fino al 7%, come le banche europee, gli operatori di telecomunicazioni e i servizi pubblici. Alcune di queste sono anche a buon mercato, tenendo presente il rallentamento economico generale, osserva Mortier.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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