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Azioni indiane in gran spolvero, la Borsa di Mumbai è la quinta al mondo

Azioni indiane in gran spolvero, la Borsa di Mumbai è la quinta al mondo

Lo slancio delle azioni indiane ha portato la Borsa di Mumbai a entrare nuovamente nelle top five delle piazze finanziarie internazionali. Il valore di mercato ha raggiunto 3.300 miliardi di dollari la scorsa settimana, consentendo al mercato azionario indiano di superare la Francia, che nel frattempo aveva perso oltre 100 miliardi di dollari per via della debacle delle azioni dei produttori del lusso.

L’indice S&P BSE Sensex è rimbalzato di oltre il 9% da metà marzo, quando le azioni indiane erano state messe sotto pressione dall’attacco del venditore allo scoperto statunitense Hindenburg Research, che in un rapporto aveva accusato il gruppo Adani di manipolazione del prezzo delle azioni. Il rally della scorsa settimana è arrivato allorché soggetti nominati dal Tribunale indiano hanno affermato che in proposito non esistono delle prove che confermino le accuse di Hindenburg. Ciò ha portato le 10 società quotate di Adani ad aumentare la capitalizzazione di 15 miliardi di dollari, riducendo le perdite a 105 miliardi di dollari dalla pubblicazione del rapporto, da un massimo di 153 miliardi di dollari.

 

Azioni indiane: la spinta arriva anche dalla crescita del Paese

Non è solamente l’effetto Adani a spingere le azioni indiane in Borsa, ma anche il fatto che l’India si è guadagnata nel tempo la palma di un posto interessante per far affluire denaro dagli investitori stranieri, i quali da inizio aprile hanno aggiunto nel mercato indiano circa 5,7 miliardi di dollari in azioni. Tutto ciò è risaltato dalla ripresa economica balbettante da parte della Cina, che dopo la rimozione dei blocchi Covid-19 del 2022 non riesce a crescere per come erano le aspettative. La produzione industriale, le vendite al dettaglio e gli investimenti fissi del Dragone hanno conosciuto un ritmo molto più lento rispetto a quanto previsto in aprile. Mentre l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile si è attestato a un livello record del 20,4%, segno che la ripresa post-pandemica non è abbastanza forte da assorbire i milioni di nuovi ingressi nel mercato del lavoro.

Nuova Dehli invece sta mostrando un aumento degli utili delle sue società molto stabile, grazie a un tasso di crescita del PIL tra i più alti al mondo nel novero delle grandi economie. Stando alle previsioni della Bank of India – che stima un incremento della produzione del Paese del 6,5% per il 2023 -, la terza potenza asiatica sarà l’economia in più rapida crescita al mondo. Tuttavia, il mese scorso il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le prospettive, stimando che per l’anno in corso il PIL indiano crescerà del 5,9% e per il 2024 del 6,3%. A gennaio invece le proiezioni erano state rispettivamente del 6,1% e 6,8%.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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