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Azioni indiane: JPMorgan, con le elezioni afflusso di capitali stranieri

Azioni indiane: JPMorgan, con le elezioni afflusso di capitali stranieri

Le elezioni che si terranno in India il 19 aprile 2024 potranno essere un catalizzatore per le azioni indiane, secondo JPMorgan Chase. Lo strategist della banca americana, Rajiv Batra, sostiene che la probabile riconferma di Narendra Modi alla guida della nazione rappresenti una continuazione delle politiche favorevoli al mercato, con la crescita della spesa per le infrastrutture e la spinta agli investimenti diretti esteri. Per questo, secondo Batra, qualsiasi correzione in questo momento delle Borse indiane diventa un’occasione di acquisto per i fondi globali. “Gli investitori stranieri che non hanno aumentato il posizionamento relativo in India negli ultimi 2-2,5 anni inizieranno a concentrarsi di nuovo su politiche o riforme guidate dalla crescita”, ha affermato l’esperto. Batra è convinto che Modi sarà eletto per il suo terzo mandato e questo è essenziale per garantire continuità politica sostenendo una valutazione delle azioni indiane più elevata.

 

Azioni indiane: ecco perché le alte valutazioni sono giustificate

L’indice di riferimento NSE Nifty 50 ha avuto un rallentamento nell’ultimo periodo, dopo aver registrato un record di 8 anni consecutivi in guadagno. I flussi di denaro dall’estero sono stati altalenanti già a partire dalla seconda metà del 2023, mentre il posizionamento dei fondi globali da 4.300 miliardi di dollari rimane leggero, osserva Batra. Secondo i dati forniti dal National Securities Depository, alla fine di febbraio le partecipazioni dei fondi globali nelle azioni indiane si attestavano a 763 miliardi di dollari.

Attualmente, le azioni indiane sono scambiate a circa NSEnei prossimi 12 mesi, ben oltre le 12 volte per l’indice MSCI Emerging Markets, e questo è un motivo di preoccupazione per gli investitori. Tuttavia, bisogna considerare che, rispetto agli altri Paesi emergenti, dalla sua l’India ha prospettive di crescita superiori dell’economia, dati demografici favorevoli con una popolazione che ringiovanisce e una certa stabilità politica. Questo significa che valutazioni superiori della azioni indiane rispetto ad altre, ma anche in confronto alla loro media storica, sono giustificate.

L’ottimismo verso il Paese porterà quindi a nuovi flussi dall’estero, perché il crescente interesse degli investitori globali in India sta creando un circolo virtuoso di liquidità, sottolinea Batra. “Stimiamo che se tutti gli investitori di riferimento chiudessero semplicemente le loro posizioni di sottopeso sull’India, ciò porterebbe a 100 miliardi di dollari di afflussi nei prossimi anni”, ha scritto lo strategist di JPMorgan.

Dello stesso avviso è anche Sunil Koul, stratega azionario dell’area Asia-Pacifico di Goldman Sachs. A suo giudizio, i fondi globali sono “desiderosi di aumentare l’esposizione all’India e sono alla ricerca di migliori punti di ingresso”. Pertanto, l’aspettativa è di “una ripresa dei flussi esteri nella seconda metà dell’anno, dato che le elezioni saranno alle spalle e il contesto di liquidità generale sarà favorevole ai flussi dei mercati emergenti, con l’allentamento delle Banche centrali e un dollaro più debole”, ha dichiarato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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