Interpump ha chiuso il primo semestre di quest’anno con ricavi pari a 1,08 miliardi di euro, in ribasso dell’1,7% rispetto agli 1,1 miliardi dello stesso periodo del 2024. Considerando però il solo perimetro costante, la contrazione risulta più marcata, attestandosi al 4,4%. La flessione del fatturato non ha intaccato la redditività operativa, comunque rimasta solida, con un ebitda che si è attestato a 249,45 milioni di euro, in calo di solo dell’1% rispetto ai precedenti 251,96 milioni, mentre la marginalità è risultata addirittura in miglioramento, salendo dal 23% di un anno fa al 23,2%.
Viceversa, segnali negativi sono arrivati dall’utile che si è stabilizzato sui 116,61 milioni di euro in calo dai 129,35 milioni del primo semestre dello scorso anno. L’aumento degli oneri finanziari è stato indicato come la prima causa di ribasso del risultato netto.
Per quello che riguarda la posizione finanziaria netta del gruppo, al 30 giugno 2025 l’indebitamento ha segnato un calo a 396,9 milioni di euro, rispetto ai 409 milioni registrati a inizio anno.
Di recente non c’è stata alcuna modifica di rating da parte degli uffici studi. L’ultima revisione delle valutazioni risale a luglio e non fu delle migliori. Ad intervenire allora sul titolo furono gli esperti di Berenberg che pur confermando il rating buy tagliarono il prezzo obiettivo a 49 euro, contraendo il potenziale di upside. Nonostante la revisione del target, esso continua comunque ad essere più alto rispetto a quello medio che è fissato a 43,1 euro, quasi l’8% oltre i valori attuali.
Azioni Interpump: le quotazioni si stanno muovendo all’interno di uno stretto trading range
Le azioni Interpump sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance leggermente negativa registrata nella seduta di ieri (-0,15%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 40,06, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 40,12.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 9 aprile sul livello 25,48, i titoli hanno radicalmente modificato la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista che ha arrestato la corsa solo in prossimità della resistenza presente a quota 36,02 (11 giugno). Da quel momento i corsi si sono inseriti all’interno di un ampio e perdurante trading range compreso tra i livelli 33,32 e 35,86, dove non sono comunque mancate numerose occasioni di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”.
Successivamente al breakout della soglia superiore di quest’ultima lateralità (23 luglio), si è assistito ad un ulteriore balzo in avanti delle quotazioni fino a raggiungere quota 40,76 (13 agosto). Le ultime recenti giornate, però, sembrano aver perso smalto e i prezzi si stanno muovendo ancora una volta all’interno di una stretta lateralità poco al di sopra della soglia psicologica dei 40 euro.
Per l’immediato futuro è quindi lecito attendersi un lieve ritracciamento, prese di beneficio che permettano agli operatori di entrare sul mercato a valori più convenienti. Il target ribassista individuato potrebbe essere costituito dalla ricopertura del gap up rimasto ancora aperto dallo scorso 7 agosto sul livello 37,84.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 40,50 con target nell’intorno dei 41,70 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 40,06 con obiettivo molto vicino al livello 38,86. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i corsi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a metà luglio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 68.

L’andamento di breve termine delle azioni INTERPUMP









