Azioni Intesa Sanpaolo: l’analisi tecnica dopo la presentazione del Piano industriale

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Con volumi ampiamente superiori alla media giornaliera mensile, a Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna della volatilità sulle azioni Intesa Sanpaolo, nel giorno in cui l’istituto bancario ha presentato il Piano d’impresa 2026-2029. Dopo aver terminato il 2025 con un utile in aumento del 7,6% a 9,3 miliardi di euro, questo dovrebbe attestarsi nel 2029 oltre gli 11,5 miliardi di euro.

Il piano che conferma un modello di business a basso assorbimento di capitale, orientato ai ricavi da commissioni e sostenuto da un profilo di rischio contenuto, dovrebbe vedere il fatturato attestarsi nel 2029 a 30,7 miliardi di euro. Con un Cet 1 superiore al 12,5%, nel corso del Piano il payout ratio è fissato al 95% per ogni esercizio. Nello specifico il 75% è previsto in dividendi cash e il 20% in buyback.

Nel corso della presentazione del Piano, l’amministratore delegato dell’istituto, Carlo Messina, ha confermato che all’orizzonte non sono previste acquisizioni di altre banche. Al contrario Intesa Sanpaolo cercherà di espandersi all’estero, in particolar modo nel settore del wealth management.

 

Azioni Intesa Sanpaolo: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Intesa Sanpaolo sulla Borsa italiana. Dopo aver inaugurato le contrattazioni all’insegna delle vendite, con un minimo intraday in area 5,825 euro, le quotazioni hanno recuperato terreno e sono tornate a rivedere la soglia dei 6 euro. Con un’impostazione che su tutti i time frame è al rialzo, le attese sono per un test sui top assoluti situati sui 6,10 euro.

Dal punto di vista operativo, il superamento di queste aree dovrebbe rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 6,2 euro e successivamente i 6,3 euro. In questo contesto, eventuali prese di beneficio che dovessero riportare i corsi in direzione dei 5,65-5,70 euro, minimi degli ultimi due mesi e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere lette come nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, l’eventuale perdita dei supporti sopra menzionati, dovrebbe aprire la strada a una fase discendente di breve periodo. In questo caso il primo obiettivo sarebbe posto sui 5,5 euro, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di agosto 2025, e a seguire i 5,35-5,30 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la medi mobile di lungo periodo.

La perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio periodo. Sotto questi livelli le azioni dovrebbero proseguire la fase discendente prima verso i 5,15 euro e successivamente la soglia dei 5 euro. Fondamentale sarebbe la tenuta di tali supporti, che rappresentano gli ex massimi toccati nel marzo del 2025, per evitare una continuazione del ribasso fin verso i 4,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 9 mesi.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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