A Piazza Affari la nuova settimana si è aperta all’insegna del crollo per le azioni Leonardo, con le quotazioni che da una parte di allontanano dai massimi assoluti e dall’altro si avvicinano ai minimi dell’ultimo mese.
Ad indebolire il sentiment degli investitori sono le rinnovate indiscrezioni che vedrebbero il governo non confermare l’attuale numero uno del Gruppo, Roberto Cingolani, alla scadenza del mandato in agenda nel prossimo mese di maggio. In pole position per prendere il posto dell’attuale amministratore delegato ci sarebbe Lorenzo Mariani che, dopo essere stato condirettore generale del gruppo, oggi è a capo di Mbda. La decisione dovrebbe essere presa nel corso dei prossimi giorni.
In un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, il cambio di management viene letto negativamente dal mercato anche alla luce dei risultati conseguiti dal manager nel corso degli ultimi anni, che solo un mese fa ha presentato il nuovo Piano industriale del Gruppo. Secondo alcune indiscrezioni di stampa l’attuale numero uno di Leonardo pagherebbe sia un atteggiamento troppo europeista che il mancato coinvolgimento del Governo in alcune vicende societarie.
Cingolani era arrivato a guidare Leonardo nel 2022, quando il gruppo fatturava 14,7 miliardi di euro, gli ordini valevano 17,3 miliardi, l’Ebitda si attestava 1,2 miliardi di euro e la capitalizzazione della società era vicina ai 4,6 miliardi di euro.
A distanza di 4 anni la capitalizzazione del Gruppo è vicina ai 34 miliardi di euro, il fatturato è cresciuto del 33% a 19,5 miliardi di euro, gli ordini sono saliti del 38% a 23,8 miliardi di euro e l’Ebitda è balzata del 44% a 1,8 miliardi di euro.
Azioni Leonardo: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Leonardo sulla Borsa italiana. Con volumi in accelerazione rispetto alle precedenti sedute, è una giornata all’insegna delle forti vendite sul titolo Leonardo che, con un calo superiore al 7%, scende sotto i 58 euro. Il movimento odierno che non pregiudica il trend primario che rimane sempre al rialzo, potrebbe estendersi verso i 56,5-56,7 euro e successivamente in direzione dei minimi degli ultimi due mesi situati sui 55 euro.
Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di questi ultimi livelli, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, per evitare un indebolimento del quadro grafico di breve termine. L’eventuale perdita dei supporti appena menzionati riattiverebbe quella fase correttiva partita nell’ultima parte dello scorso mese di febbraio.
Il prossimo obiettivo discendente sarebbe situato sui 54 euro e successivamente i 51,5 euro, minimi degli ultimi 2 mesi e dove troviamo la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non dovessero arrestare le vendite, il titolo andrebbe prima a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 5 gennaio a 51,4 euro e a seguire i 49,5-49,4 euro.
Al contrario una conferma delle azioni sopra i 55 euro, andrebbe a riattivare il trend ascendente prima verso i 59 euro e successivamente in direzione della soglia dei 60 euro. Il superamento di tali aree dovrebbe far proseguire gli acquisti prima in direzione dei 62,5 euro e a seguire sui top assoluti posti sui 66 euro. Con una chiusura delle quotazioni oltre queste ultime aree si avrebbe un deciso rafforzamento del trend primario, con prossimi obiettivi i 67-67,5 euro e successivamente la soglia dei 70 euro.
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