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Azioni Leonardo: gli impatti in Borsa delle voci sull’interesse per Iveco Defence

Nell'immagine un carro armato Ariete prodotto dal consorzio Iveco-Oto Melara

A Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana le azioni Leonardo sono sorvegliate speciali, in particolar modo dopo le indiscrezioni su operazioni straordinarie nel settore della difesa. Il gruppo guidato da Roberto Cingolani sarebbe interessato ad acquisire da Iveco, per una cifra vicina ai 750 milioni di euro, la controllata Iveco Defence Vehicles. L’operazione potrebbe poi aprire le porte a una fusione con Oto Melara, che è un asset chiave per Leonardo nell’alleanza recentemente siglata con Knds e nella quale potrebbe anche entrare Rheinmetall. Da sottolineare che Iveco Defence Vehicles ha recentemente ha chiuso accordi con l’esercito francese, svedese e ucraino.

Nel caso in cui le voci dovessero trovare conferma, l’operazione si inserirebbe nel contesto della strategia di Leonardo di creare combinazioni industriali e societarie a livello europeo e nazionale, in particolare nella difesa terrestre in parallelo con i programmi dell’esercito italiano di andare a rinnovare sia le flotte di carri armati pesanti che i veicoli corazzati leggeri. Ricordiamo che questi programmi godranno di un investimento pubblico di almeno 20 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

 

Azioni Leonardo: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Leonardo a Piazza Affari. Con volumi in diminuzione rispetto alle sedute precedenti è al momento una giornata in leggero territorio negativo con i prezzi che, allontanandosi dai top degli ultimi 17 anni posti in area 20,90 euro, scambiano nei pressi dei 20,70 euro. Nel breve le attese sono per una continuazione del trend primario ascendente che dovrebbe riportare i corsi a mettere sotto pressione i massimi di periodo, oltre i quali non solo si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico ma si aprirebbero le porte per nuovi allunghi, prima in direzione dei 21,50 euro, livelli toccati dal titolo nel marzo del 2007, e a seguire verso i 22 euro. In questo contesto rialzista eventuali prese di beneficio in direzione dei 18 euro, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di dicembre, potrebbero rappresentare delle occasioni di acquisto.

Al contrario, una discesa del titolo sotto questi ultimi supporti potrebbe spingere le quotazioni prima verso gli ex massimi dello scorso mese di gennaio situati sui 17,50 euro e successivamente in direzione dei 17 euro dove troviamo la media mobile a 50 giorni. Nel caso in cui questi ultimi sostegni dovessero cedere il passo alla vendite, si materializzerebbe una continuazione della fase correttiva che avrebbe come prossimo obiettivo l’area dei 16 euro, gli ex supporti dello scorso mese di febbraio, e a seguire i 15 euro dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di ottobre.

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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