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Azioni Leonardo: quali risvolti con vendita di Industria Italiana Autobus?

Una catena di montaggio dell'industria italiana autobus

In una giornata positiva per Piazza Affari spicca la debolezza delle azioni Leonardo, con la società che nelle ultime ore ha comunicato la vendita di Industria Italiana Autobus a Seri Industrial. L’operazione prevede che quest’ultima, azienda casertana di accumulatori di energia, rilevi il 98% del capitale sociale, mentre il restante 2% continuerà a essere detenuto da Invitalia, già socio insieme a Leonardo in Industria Italiana Autobus. L’accordo prevede meccanismi di earn-out, legati alla maturazione degli utili di IIA nel quinquennio 2024-2029 a favore dei venditori. Ricordiamo che la vendita di Leonardo rientra all’interno degli obiettivi del piano industriale della società, il quale prevede la vendita di asset no core per dedicarsi al settore della Difesa.

Sulla base dei dati di bilancio dello scorso anno, il valore della produzione di IIA è stato pari a 57 milioni di euro, mentre la differenza tra valore e costi della produzione è negativa per 56 milioni di euro. Il nuovo socio è stato individuato a conclusione di un percorso di selezione avviato nel corso degli ultimi anni che ha coinvolto numerosi potenziali investitori di natura industriale e finanziaria. L’obiettivo era di individuare investitori interessati a supportare industrialmente l’azienda e rafforzarne la dotazione patrimoniale con l’obiettivo non solo di favorire il perseguimento dello sviluppo del business ma anche di soddisfare i requisiti economico-finanziari per i soci in uscita e per l’azienda stessa.

 

Azioni Leonardo: analisi tecnica e strategie operative

Con volumi in calo, non solo rispetto alle ultime sedute ma anche rispetto alla media giornaliera mensile, le azioni Leonardo hanno vissuto una prima parte di giornata in leggero territorio negativo, con i prezzi nelle vicinanze dei 22,60 euro. Dal punto di vista operativo una conferma dell’azione sopra i 22,50 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni, dovrebbe far proseguire il recupero innescatosi all’inizio di questa ottava. In questo senso sono possibili allunghi prima verso i 23,80 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente in direzione dei top di periodo situati sui 24,5 euro. L’eventuale superamento di queste ultime aree aprirebbe la porta a nuovi apprezzamenti prima in direzione dei 25 euro, livelli toccati sul finire del 2000, e successivamente verso i 27,50 euro.

Al contrario la perdita dei minimi della scorsa settimana e bottom degli ultimi tre mesi posti sui 21,20-21 euro, dovrebbe riaprire la strada a un ritorno delle vendite, con un primo obiettivo situato sui 19,80-20 euro che rappresentano i minimi degli ultimi tre mesi. Nel caso in cui questi ultimi sostegni dovessero essere violati, si avrebbe un ulteriore segnale di indebolimento del trend rialzista con possibili ulteriori ribassi prima in direzione dei 19,30 euro e a seguire verso i 18,70-18,60 euro. L’eventuale perdita di tali livelli aumenterebbe le possibilità per l’azione di andare a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo che transita sui 17,55 euro.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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