Con volumi al momento tre volte la media giornaliera mensile è una seduta all’insegna del rally per le azioni Mfe, che a Piazza Affari si portano si portano sui massimi dell’ultimo mese. A sostenere il flusso di acquisti sono i buoni dati comunicati dall’azienda nella serata di ieri e riguardanti i conti del 2025.
In un anno complicato a livello globale, il gruppo di Cologno Monzese ha terminato il 2025 con un redditività in crescita e una solida generazione di cassa. Grazie all’acquisizione del controllo di ProSiebenSat.1 che ha ridefinito il perimetro dell’azienda, i ricavi sono cresciuti del 37% a 4,03 miliardi di euro. Nel 2025 la raccolta pubblicitaria è passata dai 2,695 miliardi di euro dell’anno precedente agli attuali 3,24 miliardi di euro.
Il margine operativo lordo (ebit) consolidato è sceso da 355,8 milioni di euro a 239 milioni di euro, anche in scia a voci non ricorrenti per 78 milioni di euro. In deciso rialzo del 118% è stato l’utile netto che si è attestato a 301 milioni di euro, mentre il free cash flow è aumentato del 45% a 498 milioni di euro. Nonostante i 504 milioni di euro per l’acquisizione del 75,6% di ProSiebenSat.1, il debito è rimasto sotto controllo a 959 milioni di euro.
In scia a questi dati il management ha deciso di premiare gli azionisti con un dividendo pari 0,22 euro, che rappresenta il più alto degli ultimi 15 anni.
Azioni Mfe: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Mfe categoria A sulla Borsa italiana e quali sono le attese per le prossime giornate.
I buoni risultati comunicati dall’azienda stanno sostenendo gli acquisti sul titolo che, con un guadagno di oltre l’8%, si porta sui 3,05 euro. Il movimento odierno che va a rafforzare il trend di breve rialzista partito dai minimi toccati nello scorso mese di marzo sui 2,35 euro, ha spinto le quotazioni oltre la media mobile di lungo periodo posta a 2,98 euro.
Le attese sono di una continuazione degli acquisti prima verso i 3,13 euro e successivamente i massimi degli ultimi 6 mesi situati sui 3,25-3,26 euro. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico di medio periodo. I prossimi target sarebbe situati sui 3,40 euro e a seguire i 3,50 euro.
Al contrario il ritorno dei corsi sotto i primi supporti di breve periodo tornerebbero a indebolire il titolo, con un primo target ribassista sui 2,75 euro. La perdita di tali livelli farebbe proseguire il trend discendente in direzione dei 2,60 e 2,50 euro. Fondamentale sarà la tenuta di tali aree per evitare che le azioni possano andare a mettere sotto pressione i minimi il bottom degli ultimi due anni situati sui 2,35-2,30 euro.
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