Netflix: la pubblicità è un flop, supporti a rischio per l'azione?

Netflix: la pubblicità è un flop, supporti a rischio per l’azione?

Netflix: la pubblicità è un flop. L'azione riuscirà a tenere i supporti?

L’ottava appena passata è stata all’insegna delle decise vendite per le azioni Netflix, che ha pagato le news arrivate dal fronte della pubblicità. Infatti secondo il sito Digiday il piano di abbonamento partito sei settimane fa, che prevedeva una riduzione dei costi in cambio della pubblicità e che doveva servire a far fronte al calo degli abbonati nell’anno in corso, si sta rivelando un mezzo flop con il colosso dello streaming che ha fornito in alcuni casi solo l’80% del pubblico pubblicitario che si aspettava. A questo punto la società guidata da Reed Hastings sarebbe costretta, come da contratto, a restituire parte degli investimenti effettuati dalle aziende con alcune di queste che avrebbero deciso di spostare il budget pubblicitario al 2023.

Ricordiamo inoltre che nelle ultime settimane Netflix avrebbe anche rallentato sull’arrivo degli sport in diretta per ragioni legate ai costi dei diritti TV, in quanto i prezzi dei vari pacchetti sarebbero troppo elevati ed al momento non rappresenterebbero una priorità per la compagnia.

 

Azioni Netflix: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sull’azione quotata a Wall Street. Il sell-off della scorsa settimana che ha portato il titolo Netflix a perdere quasi il 10%, ha indebolito quel trend rialzista innescatosi il 13 ottobre 2022 dai 213-215 dollari e che aveva spinto i prezzi fin verso l’area dei 330 dollari. Nel breve periodo fondamentale per l’azione sarà la tenuta dei supporti situati sui 285 dollari, dove transita il Supertrend daily, per evitare una prosecuzione delle vendite in direzione dei 275 dollari e a seguire verso i minimi di novembre situati sui 250 dollari, dove transita sia la media mobile di lungo periodo che la trendline rialzista che parte dai minimi di luglio 2022. Nel caso in cui queste aree supportive non dovessero arginare la spinta ribassista, aumenterebbero le possibilità di rivedere i corsi sui 213-215 dollari con target intermedi sui 230 dollari.

Al contrario un ritorno delle quotazioni oltre i 305-310 dollari, dove i prezzi si lascerebbero alle spalle la trendline rialzista partita dai minimi di ottobre 2022, aprirebbe le porte ad una chiusura del gap down lasciato aperto la scorsa settimana sui 314 dollari e successivamente spingersi in direzione dei 330 dollari. Sarà solo dinanzi ad un eventuale superamento di quest’ultime resistenze, che si avrebbe un miglioramento dell’impostazione grafica del titolo con possibili allunghi in direzione dei 350 dollari.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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