Azioni Nvidia: “sell before news” o nuovo segnale di sfiducia sulle Big tech?

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La trimestrale di Nvidia, che verrà pubblicata mercoledì 19 novembre, arriva non senza patemi a Wall Street. Gli investitori sono in ansia per quanto potrebbe comunicare il gigante dei chip, ormai diventato un proxy dell’intelligenza artificiale. Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo fior di miliardi di dollari nella nuova tecnologia per costruire data center e infrastrutture di rete legate all’AI, nonché per aggiornare i loro modelli di intelligenza artificiale generativa. Una buona parte di queste spese è rappresentata dai potenti processori di prima fascia del colosso di Santa Clara. Nel frattempo, però, alcuni hedge fund stanno scaricando le azioni Nvidia. Perché? In questo articolo:

 

  • Nvidia: vendita delle azioni prima della notizia?
  • Cosa aspettarsi dalla trimestrale

 

Azioni Nvidia: “sell on news” prima della trimestrale?

Secondo un deposito normativo, l’hedge fund Thiel Macro LLC, del grande investitore Peter Thiel, ha liquidato l’intera posizione nelle azioni Nvidia durante il terzo trimestre 2025. Nello specifico, il fondo ha ceduto 573.742 azioni per un controvalore di circa 100 milioni di dollari, considerando il prezzo di chiusura del titolo al 30 settembre. Thiel punta molto sulla tecnologia, come dimostra il fatto che Apple, Microsoft e Tesla sono le principali partecipazioni. La vendita di Nvidia porta dunque a una riflessione sulle valutazioni elevate raggiunte dalla società – che scambia a circa 30 volte gli utili attesi, oltre le 29 volte di Microsoft e le 25 volte di Alphabet – e sulle reali prospettive di crescita dopo una corsa straordinaria che l’ha portata a essere l’azienda più capitalizzata del mondo.

L’aspetto più preoccupante per gli investitori di Nvidia è che Thiel Macro è solo uno degli hedge fund che recentemente si sono liberati delle azioni. Questo mese, lo Scion Asset Management di Michael Burry – colui che aveva previsto la Grande Crisi del 2008 – ha rivelato di aver acquistato opzioni put sulle azioni Nvidia, evocando le bolle del passato attraverso un post su X dello stesso Burry. Quest’ultimo, in seguito, ha contestato le pratiche contabili delle Big tech come Microsoft, Alphabet e Meta Platforms, che a suo giudizio stanno gonfiando gli utili aziendali estendendo i periodi di ammortamento. Tuttavia, sul fondo di Michael Burry si è scatenato un caso settimana scorsa, dopo che la registrazione presso la Sec è stata ritirata. 

Il mese scorso è stata la giapponese SoftBank ad assumere una posizione contrarian sul titolo Nvidia, vendendo le azioni della società per 5,83 miliardi di dollari. Una mossa è molto significativa, in quanto il fondatore del conglomerato finanziario, Masayoshi Son, è sempre stato molto ottimista sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Dunque, il fatto di aver scelto di uscire dalla sua partecipazione induce quantomeno a una riflessione.

 

Cosa aspettarsi dalla trimestrale

Lo scorso ottobre, l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha rivelato che gli ordini combinati per i chip dell’azienda nel 2025 e nel 2026 ammontano a circa 500 miliardi di dollari. Questo vuol dire che la società si aspetta un altro anno di forte crescita, dopo che i ricavi trimestrali sono saliti di quasi il 600% negli ultimi quattro anni. Chiaramente, tutto ciò è il riflesso delle grandi spese nell’intelligenza artificiale degli hyperscaler, ma gli investitori chiedono una conferma nei numeri di mercoledì.

Gli analisti prevedono un utile per azione di 1,25 dollari su 54,9 miliardi di dollari di vendite, che rappresenterebbe un aumento del 56% su base annua. Stanno inoltre cercando indicazioni per il trimestre di gennaio per 61,44 miliardi di dollari di entrate, il che equivarrebbe a una nuova accelerazione della crescita. In realtà, Nvidia non fornisce più di un trimestre di indicazioni previsionali sugli utili, ma le dichiarazioni di Huang sulle prospettive generali per il 2026 saranno osservate con la lente di ingrandimento. Per l’anno prossimo il consensus prevede 286,7 miliardi di dollari di vendite.

Al centro dell’attenzione nel grande appuntamento di questa settimana sarà anche il mega affare che Nvidia ha concluso con OpenAI, in cui ha accettato di investire fino a 10 miliardi di dollari in azioni della startup americana in cambio dell’acquisto, da parte di quest’ultima, di 4-5 milioni di GPU per diversi anni. A ciò si aggiunge l’accordo con il rivale Intel per investire 5 miliardi di dollari nell’ambito di una collaborazione volta a far funzionare meglio i semiconduttori della società guidata da Lip-Bu Tan. “Gli investitori staranno molto attenti agli accordi circolari di Nvidia durante la trimestrale di mercoledì”, ha scritto in una nota l’analista di Citigroup Atif Malik.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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