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Azioni Oracle: cosa fare dopo il crollo di ieri a Wall Street?

Oracle: cosa fare con il titolo dopo il crollo di ieri a Wall Street?

Dopo il crollo di ieri è sempre il titolo Oracle l’osservato speciale a Wall Street, le cui attese per l’apertura odierna sono all’insegna della cautela. Ricordiamo che a causare 24 ore fa le forti vendite sono stati i deludenti dati comunicati dall’azienda e riguardanti il primo trimestre fiscale che si è concluso il 31 agosto scorso. Nello specifico la società di software ha chiuso il periodo giugno-agosto 2023 con un utile in aumento del 56% a 2,24 miliardi di dollari e ricavi trimestrali che passano degli 11,6 miliardi di dollari di un anno fa agli attuali 12,45 miliardi di dollari, inferiori però alle attese degli analisti che erano posti a 12,47 miliardi di dollari. Per segmenti di attività i servizi cloud e i servizi tecnici hanno contribuito con 9,45 miliardi di dollari, il 13,4% in più rispetto al primo trimestre dello scorso anno, mentre le licenze dei prodotti cloud hanno visto un calo di oltre il 10% attestandosi a 809 milioni di dollari. Infine per quanto riguarda le vendite di hardware, queste sono scese del 6,4% a 714 milioni di dollari.

A deludere gli investitori è stato anche l’outlook sul secondo trimestre che vede ricavi posti nel range tra il 5-7%, al di sotto del consensus che era posto all’8,2%. Su questi numeri pesa non solo la forte concorrenza nel settore del cloud-computing, ma anche la riduzione della spesa digitale. Inoltre il suo amministratore delegato, Safra Catz, ha avvertito della debolezza almeno nel breve termine della crescita dei ricavi per quanto riguarda l’attività di cartelle cliniche di Cerner, che Oracle ha acquistato nel 2022 per 28,3 miliardi di dollari. Infine per quanto riguarda il dividendo la società ha confermato gli 0,40 dollari per azione che verranno pagati il 12 ottobre prossimo.

 

Azioni Oracle: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese per le prossime giornate sull’azione quotata a Wall Street. Dopo il crollo di ieri, arrivato con volumi superiori sei volte la media giornaliera mensile, l’apertura odierna dovrebbe confermare le quotazioni nei pressi dei minimi degli ultimi tre mesi in area 109 dollari. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei minimi intra di ieri situati sui 107 dollari, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi di settembre 2022, per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico. Nel caso si realizzasse questa view assisteremmo ad una nuova estensione delle perdite fin verso la soglia psicologica dei 100 dollari, nelle cui vicinanze troviamo la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui ci fosse una violazione di tali supporti, si avrebbe una prosecuzione della discesa verso i minimi dello scorso mese di aprile sui 93,50 dollari.

Al contrario il ritorno dei corsi sopra i massimi di ieri, situati sui 113,3 dollari, oltre a confermare il trend primario al rialzo aprirebbe anche la strada per andare a chiudere il gap-down lasciato aperto 24 ore fa in area 124,72 dollari e successivamente tornare a mettere sotto pressione i massimi di sempre posti sui 127,7 dollari. Dal punto di vista operativo l’eventuale violazione di queste aree resistenziali andrebbe a rimettere in moto il trend ascendente, il quale potrebbe a quel punto estendersi fin verso i prossimi obiettivi situati sui 150 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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