Azioni Poste Italiane: cosa fare dopo ok Mef a cessione del 14%

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Lo Stato manterrà il controllo di Poste Italiane con una partecipazione superiore al 50%. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il Dpcm che regolamenta l’alienazione di una quota detenuta dal Mef. Il testo varato da Palazzo Chigi tiene conto dei pareri espressi dalle Commissioni parlamentari competenti.

Il decreto della vendita sul mercato di una ulteriore quota di Poste Italiane – dopo quella avviata nel 2015 dal governo di Matteo Renzi – era stato varato da Palazzo Chigi lo scorso 25 gennaio con l’intenzione di mantenere un controllo pubblico su almeno il 35% del capitale. Una prima versione del provvedimento, infatti, permetteva al Tesoro di cedere l’intera quota del 29,27% in suo possesso, lasciando il controllo dell’azienda a Cassa depositi e prestiti.

A maggio il Tesoro, che insieme a Cdp detiene il 65% di Poste, aveva assicurato ai sindacati che il Dpcm sarebbe stato modificato nella direzione auspicata dalle commissioni. E così si è alzata l’asticella al 50%, sul modello di aziende come Eni, Enel e Leonardo. Resta però lontano l’obiettivo indicato nella Nadef dello scorso anno: l’incasso di 1 punto di Pil (oltre 20 miliardi di euro) dalle privatizzazioni nel triennio 2024-2026. Dalle cessioni delle quote di Eni e Banca MPS lo Stato ha ottenuto quest’anno circa 3 miliardi di euro. Poste Italiane e Ferrovie dello Stato dovrebbero comunque garantire incassi maggiori.

Il risultato di questo passo indietro del governo è che il Mef potrà vendere al massimo il 14% del proprio pacchetto. Gli analisti stimano un gettito di 2,3 miliardi di euro agli attuali valori di mercato.

 

Azioni Poste Italiane: quotazioni alle prese con l’indicatore Supertrend

Le azioni Poste Italiane sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di venerdì (+0,16%). Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 12,480.

Dopo il massimo toccato lo scorso 31 luglio sul livello 12,830 euro, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 11,305 (5 agosto). Da quel momento i corsi hanno reagito prontamente con un altrettanto rapido rimbalzo che ha permesso al mercato di completare una precisa configurazione a V di stampo rialzista, ritornando sui massimi precedenti.

A quel punto, però, la presenza di un chiaro doppio massimo, da interpretarsi come resistenza e figura di inversione, ha ostacolato la corsa di Posta Italiane che ha visto ritracciare il proprio andamento fino al supporto intermedio in area 12,250, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily. Sarà proprio la tenuta di quest’ultimo livello a rivelare la forza del titolo che, in caso positivo, sosterrà nuovamente le quotazioni verso i recenti massimi oppure, al contrario, in caso di una sua più probabile violazione, vedrà scendere i prezzi fin verso quota 12 euro.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 12,480 con target nell’intorno dei 12,750 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 12,325 con obiettivo molto vicino al livello 12. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i corsi stazionare al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati ribassisti mercoledì scorso. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 50.


L’andamento di breve termine del titolo POSTE ITALIANE

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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