Azioni Poste Italiane: Spid a pagamento e nuovi massimi in Borsa

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La trasformazione guidata da Matteo Del Fante dal 2017 ha ribaltato lo schema classico dei grandi operatori “a sportello”: invece di tagliare la rete, Poste Italiane l’ha usata come leva industriale e commerciale. I circa 12.800 uffici postali sono rimasti sostanzialmente invariati, ma il perimetro dei servizi si è allargato: energia (luce e gas, con 1 milione di clienti), e soprattutto funzioni legate alla Pubblica Amministrazione, come pratiche anagrafiche e passaporti.

Il fulcro è Polis, seguito dal dg Giuseppe Lasco: 7.000 uffici nei piccoli comuni potenziati con 400 milioni di investimenti, che si sommano a 800 milioni del Pnrr. È la sintesi che la Borsa tende a premiare: utilità pubblica e ritorni per gli azionisti. Non a caso, nell’ultimo anno le azioni Poste hanno messo a segno un +60%, quasi il doppio del Ftse Mib.

 

Poste Italiane: Spid a pagamento, e l’effetto sui conti (e sul mercato)

Sul mercato ha fatto discutere la monetizzazione dello Spid: dal 1 gennaio 2026, canone annuo di 6 euro per i clienti con identità attiva da oltre un anno, con esenzioni (minorenni, over 75, residenti all’estero e uso professionale). Per Equita Sim la misura “allinea Poste ad altri operatori” e non dovrebbe erodere in modo rilevante la base clienti. I numeri spiegano l’interesse degli investitori: Poste Italiane è il primo provider con circa 30 milioni di identità, circa il 70% del totale nazionale.

 

 

Banca Akros stima fino a 180 milioni di ricavi aggiuntivi e circa 130 milioni di utile (circa il 5% del risultato netto atteso 2026); per Equita l’impatto incrementale sul bottom line è nell’ordine del 3–4%. Intermonte, più prudente per esenzioni e possibili passaggi alla CIE, definisce il canone “strutturalmente positivo” e incorpora 100 milioni di Ebit dal 2026, in un quadro più ampio di leve digitali (SuperApp e servizi a valore aggiunto) con investimenti materiali limitati. La reazione della Borsa ha amplificato il segnale: record storico a 22,39 euro l’8 gennaio e capitalizzazione oltre 29 miliardi; Goldman Sachs vede 23 euro, Equita 24,5 euro.

 

Diversificazione: Tim, PagoPA, Lis e il “mix” che sostiene il titolo

La scommessa non è solo tariffaria: è di portafoglio. L’operazione su Tim (quota salita al 27,32% dopo lo scambio con Cdp e ulteriori acquisti da Vivendi) è stata letta come industrialmente coerente, anche per sinergie su distribuzione e infrastrutture tecnologiche; nel frattempo il titolo Tim è raddoppiato da 0,27 a 0,54 euro, con una plusvalenza potenziale per Poste. Sul versante dei pagamenti e dei servizi digitali pubblici, Poste ha preso il 49% di PagoPA (valutazione intorno a 500 milioni) insieme all’Istituto Poligrafico, dopo che nel 2024 la piattaforma ha gestito transazioni per oltre 90 miliardi; obiettivo: semplificare identità e pagamenti e sviluppare IT-Wallet.

Restano centrali anche le mosse precedenti, come l’acquisto di Lis Holding per 700 milioni (54 mila punti vendita). I conti aiutano a capire perché il mercato inquadri Poste come piattaforma finanziaria-assicurativa-digitale: nei primi nove mesi del 2025 l’utile netto è stato 1,7 miliardi; oltre il 40% dei ricavi viene dai servizi finanziari, con oltre 600 miliardi di masse. Ma la maggiore redditività arriva dall’assicurativo (836 milioni di utile nei 9 mesi), davanti ai servizi finanziari (583) e ai pagamenti Postepay (313), mentre la posta tradizionale resta marginale (40).

Sul grafico, il trend rialzista ha portato le azioni Poste Italiane da area 10 a area 22 in poco più di due anni; con segnali di ipercomprato, una pausa tecnica non sarebbe anomala. Il grafico suggerisce un possibile rientro sul titolo verso 21–21,5 euro e, in caso di tenuta, tentativo di nuovi massimi sopra 22,5 euro; una strategia tattica citata dal mercato guarda a un movimento 21,5–22,9 euro con stop sotto 20,25 euro (media mobile a 100 giorni), in un quadro che resta guidato dalle notizie su digitalizzazione e redditività.

 

 

Immagine di Luca Fiore

Luca Fiore

Giornalista dal 2007, ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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