Azioni Prysmian: il nuovo contratto in Australia arresterà le vendite in Borsa?

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A Piazza Affari, dopo il sell-off di ieri, non si arrestano le vendite sulle azioni Prysmian, le cui quotazioni sono tornate sui minimi degli ultimi due mesi. Tutto questo nonostante nelle ultime ore il gruppo leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni e punto di riferimento nella transizione energetica e nella trasformazione digitale, abbia comunicato di aver sottoscritto un nuovo contratto. Prysmian e Marinus Link hanno finalizzato un accordo da circa 600 milioni di euro per la realizzazione di una nuova interconnessione elettrica tra lo Stato di Victoria e Tasmania, in Australia. L’inizio dei lavori è previsto per agosto del prossimo anno. Il contratto fa seguito al precedente annuncio di capacity reservation agreement, reso noto a settembre dell’anno passato. I cavi sottomarini del progetto si estenderanno per 345-255 chilometri attraverso lo Stretto di Bass e i cavi terrestri per 90 chilometri a Gippsland, Victoria. La data di completamento è prevista per il 2030.

Con una capacità di 750 MW per la prima fase, Marinus Link faciliterà il flusso di energia e telecomunicazioni tra i due Stati, consentendo un trasferimento dalle aree in cui l’energia rinnovabile viene generata a quelle in cui è necessaria. L’obiettivo del progetto sarà quello di aiutare l’Australia a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni, risparmiando fino a 70 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2050. Prysmian progetterà, collauderà, fornirà e installerà un sistema in cavo HVDC, costituito da cavi unipolari da 320 kV con isolamento in XLPE ad armatura singola, che coprirà sia le sezioni sottomarine che quelle terrestri. Inoltre, la società guidata da Massimo Battaini, fornirà un sistema di monitoraggio permanente PRY-CAM completamente integrato.

 

Azioni Prysmian: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Prysmian nella giornata odierna. Con volumi in contrazione rispetto a quelli di ieri, prevalgono le vendite, con i prezzi vicini ai minimi degli ultimi due mesi in area 56,50 euro. Dal punto di vista operativo, fondamentale sarà la tenuta di questi supporti per evitare una fase correttiva più profonda, il cui primo obiettivo sarebbe posto sui 52,5 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di ottobre. Nel caso in cui anche tali sostegni dovessero essere violati, dovremmo assistere a una continuazione delle vendite prima in direzione dei 50 euro e successivamente verso i 47,5 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Al contrario, la tenuta dei 56,5 euro dovrebbe porre le basi a un rimbalzo dell’azione prima verso i 59,5-60 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e successivamente in direzione dei 61 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di tali aree resistenziali dovrebbe spingere le quotazioni a chiudere il gap-down lasciato aperto 24 ore fa in area 63 euro e successivamente andare a mettere sotto pressione i suoi massimi di sempre posti sui 64,5 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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