Azioni Recordati: quali impatti dopo conti del 2025 e guidance 2026?

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I conti del 2025 comunicati nella serata di ieri fanno bene alle azioni Recordati, con le quotazioni che a Piazza Affari si portano in direzione dei massimi dell’ultimo mese. In un contesto macroeconomico complesso, condizionato anche da un impatto negativo sul cambio, il gruppo farmaceutico italiano è riuscito a raggiungere gli obiettivi finanziari comunicati a inizio dell’anno passato.

Grazie alle partnership sia nel settore Specialty & Prymary Case che in quello Rare Diseases, Recordati ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento dell’11,8% a 2,618 miliardi di euro. Nel dettaglio il segmento Specialty & Primary Care si è apprezzato del 3,8% rispetto all’anno precedente, mentre quello Rare Diseases è aumentato del 16,6%.

Il margine operativo lordo (ebitda) è cresciuto del 14,5% a 991,1 milioni di euro, con un margine del 37,8%. L’ottima performance dell’ebtida ha impattato positivamente sul free cash flow, cresciuto del 4,3% a 558,8 milioni di euro. Buone la performance dell’utile netto rettificato cresciuto del 14,5% a 651,1 milioni di ero, con un’incidenza sui ricavi del 24,9%. In questo contesto l’utile netto è aumentato del 6,5% a 443,6 milioni di euro. In calo è risultato il debito che è passato da 2,15 miliardi del 2024 agli attuali 2,037 miliardi di euro, di poco inferiore a 2,1 volte l’ebtida.

Nel corso della presentazione dei dati il management di Recordati ha comunicato le guidance per l’anno in corso. Nel 2026 i ricavi dovrebbero attestarsi tra i 2,73-2,8 miliardi di euro, mentre l’ebtida porsi nel range tra i 995 milioni di euro e gli 1,03 miliardi di euro, con un margine nei pressi del 36,5%. Infine l’utile netto rettificato attestarsi tra i 655-685 milioni di euro, con un margine vicino alla soglia del 24%

 

Azioni Recordati: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Recordati sulla Borsa italiana. Con volumi in accelerazione se confrontati alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna degli acquisti, con un guadagno del 2,15% vicino ai top mensili in area 48,40 euro. Nel breve periodo il superamento di questi livelli, dove troviamo anche l’indicatore daily del Supertrend, dovrebbe rafforzare il recupero partito dai minimi di periodo toccati nello scorso mese di gennaio sui 46 euro.

Oltre questi livelli i prossimi obiettivi rialzisti sarebbe posizionati sui top degli ultimi due mesi in area 50 euro. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere messe alle spalle, si dovrebbe assistere a una continuazione degli acquisti. In quel casi i prossimi target sarebbe situati sui 51,2-51,25 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 52 euro dove verrebbe messa sotto pressione la trendline discendente che parte dai massimi toccati nel settembre del 2025 e congiunge quelli dello scorso mese di novembre.

Al contrario, il mancato superamento dei 48,4 euro, andrebbe a catalogare il movimento di queste ore come un normale rimbalzo all’interno di un trend primario ribassista. In questo caso dovremmo assistere a nuove vendite prima verso i 46,88 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 3 febbraio, e in seguito i minimi del 2026 situati sui 46 euro. L’eventuale violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire la struttura grafica del titolo, aumentando le possibilità di un ritorno sul bottom del 2025 in area 44 euro, con target intermedi sui 45 euro.

 

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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